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1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

Attento Sindaco a non imbrodolarti

Finalmente la Commissione di Revisione del Regolamento del Palio, dopo decenni. Non vogliamo entrare sui nominativi che ne fanno parte, il rappresentante del Masgalano è assolutamente fuori da ogni logica operativa; entriamo, al contrario, sulle allarmanti dichiarazioni fatte da Luigi De Mossi alla trasmissione di Magrini che, da buon onorandino, non conosce la giurisprudenza paliesca e tutti i casi sanzionatori ad essa collegati.

Il Sindaco ha dato l'impressione di voler analizzare, come prima tappa, una rivoluzione sui meccanismi di irrogazione delle sanzioni paventando, a quanto ci è stato modo di capire, uno spostamento dei ruoli fuori da Palazzo. L'idea non ci piace nella maniera più assoluta e saremo sempre, almeno fino al 31 marzo, continuamente in trincea a respingere una tale idea.

La bellezza dell'unicità del Palio ha un solo punto di riferimento: il Comune di Siena. Tutto, ma proprio tutto, deve passare da qui perché è la storia che lo impone, sono i secoli precedenti all'Unità d'Italia a doverne scandire i tempi. Tutto all'interno di Palazzo Comunale: dall'estrazione alle sanzioni, tutto lì dentro.

Nessuno all'esterno può ritenere di erigersi a "pensatore", sarebbe la lenta ma inesorabile decadenza dell'unica Festa esistente al mondo con regole precise, chiare e ben documentate. Dal 1659 le Contrade, componente essenziale per il Palio, seguono solo ed esclusivamente le indicazioni di Palazzo per poter correre sul Campo. Solo il Comune di Siena può organizzare l'unico Palio che esiste sulla faccia della terra; solo il Comune perché questa è la storia, questo dicono secoli di storia e di variazioni del Regolamento del Palio.

Volente, o nolente, Luigi De Mossi deve capirlo e metterselo perfettamente in testa prima di pensare di trascinarci nelle aule di Tribunale per diffamazione.

Così, semplicemente.

Siena, 22 dicembre 2018