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1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

Quei livelli che tra la faziosità ed il non sapere ...

Prendiamo spunto dal campo calcistico, per trasportare le sanzioni arbitrali in quello aministrativo-paliesco. Chi si toglie la maglia per esultare si trova sbattuto sul muso il cartellino giallo; chi protesta veementemente si becca il cartellino giallo; chi prende volontariamente la palla con le mani a metà campo si ritrova con il cartellino giallo; chi entra in maniera "robusta" sulla tibia dell'avversario si ritrova con il cartellino giallo (e ringrazia).

Subito il paragone: è giusto che ci sia il cartellino giallo per tutte le situazioni che abbiano appena illustrato? E' giusto; perché queste sono le regole e all'arbitro non viene consentito di effettuare una casistica sulle scorrettezze di gioco; tira fuori il cartellino giallo ed il gioco è fatto. Si può, in modo filosofico, criticare se sia giusto il giallo per una semplice esultanza, paragonabile ad un'entrata che fa saltare in aria l'avversario; ma le regole sono queste e vanno accettate. Altrimenti il gioco si interrompe e ognuno, con i propri noccioli di pesca, se ne va a giocare nel proprio ridotto.

Se tutto ciò lo trasliamo nel campo paliesco ci troviamo di fronte ad una situazione similare, fermo restando che qui l'arbitro subentra nel gioco  solo ad evento concluso, e non durante la corsa, o partita. Nel caso paliesco le infrazioni, pur nella loro diversità, producono identiche sanzioni: censura, deplorazione o squalifica (per le Contrade); ammonizione o squalifica (per i fantini).

Niente di più, niente di meno. Atteggiamenti che vengono ritenuti al di là delle norme, e specialmente in relazione al comma 2 dell'art. 101, costituiscono un emisfero di casistica impossibile da codificare in anteprima, ma solo nel momento in cui le infrazioni, ritenute tali, si verifichino, come ha recentemente scritto De Mossi in tante delibere del 2018.

L'importante è che il procedimento sanzionatorio, com'è avvenuto in questo 2018, sia coerente e, soprattutto, motivato, ben motivato. Tirelli, da una parte, e De Mossi, dall'altra, hanno dato ampia dimostrazione di cosa significhi "scrivere e motivare" sanzioni per comportamenti illegittimi tenuti sul tufo dagli attori della Festa.

Il bla-bla-bla, effetto nel populismo di origine quattrogiornista, non può formare un argine verso Palazzo, costretto a rispettare e far rispettare le regole del gioco; il chiacchierare a vuoto, a metà strada tra faziosità ed il non sapere, non porta da nessuna parte. Anzi, va ad esaltare il ruolo di chi, come Tiretti e De Mossi, queste regole sa applicarle e motivarle. Così, semplicemente.

16 dicembre 2018