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Tirelli ed i provvedimenti disciplinari prima di agosto

Il neo giudice paliesco, il nono della storia infinita del Palio, dovrà inserirsi subito dentro i meccanismi palieschi, in considerazione della confezionatura delle dieci al canape che solo domenica 15 conosceremo.

Oggi scadono i termini per i tre deputatini per consegnare, proprio nelle mani di Tirelli come prescrive il Regolamento, la loro relazione ed il neo giudice paliesco dovrà fin da domani iniziare a sfogliare il dossier facendo tutti gli sforzi necessari per riuscire a comprendere linguaggio e tempi palieschi.

Dovrà fare in fretta perché se domenica 15 dovesse andare a confezionarsi un'altra pesante rivalità, si dovrà pensare, senza indugi, a dare subito un segnale netto, sia per il comportamento tra i canapi sia per l'uscita da Piazza, per riportare nei giusti binari ciò che da troppi decenni è stato trascurato.

Tirelli deve dare un segnale forte ed immediato, senza indugi. E' quello che si aspetta la città nel rispetto di una Festa che necessita di conoscere quale sarà il suo futuro sotto il profilo sanzionatorio. Non c'è bisogno né di griglie, né di schematizzare i comportamenti con un elenco di sanzioni dal sapore calcistico; c'è solo da applicare le penalità perfettamente scritte nei 105 articoli del Regolamento.

Dal guelfotto, che non deve confondere il calcetto di Santa Croce con il nostro, e forse suo, Palio, ci attendiamo quelle immediate decisioni da cui dipende, non tanto il Palio di agosto, quanto quelli del prossimo quinquennio.

Perché sia chiaro: ignorare adesso gli episodi di luglio comporta automaticamente che ad agosto sia tutto lecito, come a luglio; per cui il recupero del "Punto e a capo" diventerebbe quanto meno improponibile.

Tirelli ha mai letto le pagine del nostro Libro Ciclamino?

9 luglio 2018