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Certificata e garantita l'insicurezza in Piazza del Campo

Gli effetti dei cicli mestruali, che in Italia hanno prodotto prima l'Ordinanza dell'animalaia Martini (Sedilo) e dopo la circolare Gabrielli (Torino), si sono riscontrati in Piazza del Campo dove le cosiddette autorità di sicurezza pubblica hanno creato tutti i presupposti per l'insicurezza garantita.

Le doppie aperture del cancellato in Piazza, che hanno prodotto un ulteriore costo di manodopera più o meno specializzata, sono risultate inefficaci ed inadatte allo scopo. Riversare un maggior numero di persone sulla pista, non solo si mette in contrasto con la filosofia imposta sul numero di spettatori presenti in Piazza (la pista, infatti, non è mai stata considerata come valvola di sfogo nella sua superficie complessiva), ma, in caso di improvvisa ed immediata fuoriuscita da Piazza si sono costruiti inesistenti vie di fuga ed esistenti vie di massacro.

L'impressione, alla luce di queste disposizioni di massima insicurezza, è quella che i vertici della cosiddetta sicurezza possano dimostrare, all'esterno di Siena e negli uffici romani preposti, di aver messo in atto tutti gli accorgimenti necessari, e stabiliti a tavolino nel massimo dell'esplosione del ciclo mestruale, per prevenire "disagi". Se poi questi "disagi" si realizzano veramente in Piazza del Campo, pazienza; le spalle (e non solo) risultano ampiamente coperte da tutta una serie farigginosa di disposizioni, atte, lo ripetiamo, a rendere insicura Piazza del Campo.

Gli onorandini sono complici attivi di questa situazione, poiché non sono riusciti a trasmettere obiezioni reali e concrete a chi ha pensato (Brunetto Nostro in primis con tutto il suo stuolo tecnico di Palazzo al seguito) soluzioni di massima pericolosità sull'incolumità pubblica. Come si faccia ad ignorare la pista come valvola di sfogo è un mistero; ed è su questa problematica che dovevano concentrarsi le obiezioni degli onorandini.

9 luglio 2018