SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

REGOLAMENTO PER IL PALIO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA LA NORMATIVA DELLA ”FESTA” E LA NORMATIVA GENERALE DELLO STATO

Ho letto il comunicato stampa emesso in data 6.2 u.s. dall’Amministrazione Comunale di Siena  “su giustizia paliesca e tutela della Festa”. Un comunicato che offre molti spunti; tra questi desidero qui cogliere i riferimenti all’art. 98, comma 4, del Regolamento per il Palio; una disposizione che, nel caso concreto, è stata oggetto di un duplice comportamento da parte della stessa Amministrazione Comunale: il primo rispettoso del dettato della norma, il secondo invece in pieno contrasto con tale dettato ma conforme - almeno così si è ritenuto - ad una legge dello Stato.

I fatti sottostanti sono relativi al palio del 16 agosto 2017. Sulle sanzioni applicate per detto palio ho già avuto modo di esprimere ampiamente la mia opinione: mi sento quindi di poter ora riflettere su aspetti sostanzialmente procedurali della relativa fase sanzionatoria con la certezza di non essere frainteso.

Il “diritto di accesso” tra l’art. 98, comma 4, del Regolamento per il Palio e la legge n. 241/1990

L’art. 98, comma 4, Reg. Palio così dispone: “Le Contrade, tramite gli On.di Priori o i loro delegati hanno diritto di consultare la Relazione dei Deputati della Festa e di estrarre copia della medesima e di tutti gli allegati ivi compresa eventuale documentazione filmata e/o fotografica, per tutto quanto è connesso e collegato al provvedimento formulato dall’Assessore Delegato” [c.d. diritto di accesso]. Negli stessi termini dispone il quarto comma dell’art. 99 Reg. Palio per quanto riguarda i fantini; quindi quanto si dirà in ordine all’art. 98 è da ritenersi riferibile anche all’art. 99.

Conformemente alla norma sopra riportata (ed alla sua consolidata prassi interpretativa ed applicativa) alla contrada dell’Oca, per la quale era stata avanzata proposta di applicazione di una “deplorazione”, l’Amministrazione Comunale aveva consegnato copia di tutto quanto “connesso e collegato” alla proposta sanzionatoria “senza quindi allegare la documentazione integrale relativa al Palio del 16 agosto” (così sul comunicato stampa). Successivamente, dopo che la Giunta Comunale aveva applicato alla contrada la deplorazione, l’Oca presentava istanza di accesso ai documenti amministrativi ai sensi della legge n. 241/1990 “chiedendo ed ottenendo l’estrazione integrale delle relazioni dei Deputati della Festa, degli Ispettori di Pista e del Mossiere relative al palio di agosto 2017” (così sempre sul comunicato).

Un “de profundis” dunque per il comma 4 dell’art. 98 Reg. Palio, almeno nella attuale formulazione? Una definitiva spinta per una modifica regolamentare che (con tutti gli inconvenienti di cui dovremmo pur discutere) introduca il principio che Relazione dei Deputati della Festa e relativi allegati debbono essere in ogni caso consegnati nella forma integrale? Tali effetti sembrerebbero invero essere “oggettivamente” favoriti dalla decisione dell’Amministrazione Comunale in accoglimento dell’istanza di accesso avanzata dalla contrada dell’Oca. Su tale decisione, mi permetto peraltro di avere alcune perplessità.

L’Amministrazione Comunale avrà certamente fatto precedere la decisione di consegnare la documentazione in forma integrale da un esame anche di carattere legale circa l’accoglibilità dell’istanza dell’Oca. Per curiosità, sono comunque andato a dare un’occhiata alla legge n. 241/1990 nella parte dove regola l’ “Accesso ai documenti amministrativi”: e, pur scontando di non essere un esperto della materia, vorrei ugualmente svolgere alcune considerazioni alla luce delle previsioni del Regolamento per il Palio.

Ad una prima lettura della legge ho rilevato che: (i) il diritto di accesso può essere esercitato da chi ha un interesse “corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”; (ii) viene peraltro posta in rilievo e tutelata anche la posizione  dei soggetti che “dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza”; (iii) il documento di cui si chiede di prendere visione e di estrarne copia deve “concernere attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario”. Allora ragioniamo sui singoli punti:

Punto (i): per la contrada la situazione “giuridicamente tutelata” è quella di poter presentare alla Giunta Comunale memorie difensive a fronte della proposta di sanzione avanzate dall’Assessore Delegato; e per far ciò la contrada ha diritto di conoscere la documentazione su cui si basa il provvedimento dell’Assessore Delegato.

Punto (ii): la documentazione di riferimento (Relazione dei Deputati della Festa e relativi allegati) riguarda  anche altri soggetti (Contrade e Fantini) la cui riservatezza va tutelata non avendo gli stessi nulla a che fare con i fatti cui è interessata la contrada che ha chiesto l’accesso. Per questo l’art. 98 Reg. Palio permette di consultare e di estrarre copia limitatamente a “tutto quanto è connesso e collegato al provvedimento formulato dall’Assessore Delegato”, in tal modo rispettando sia il diritto alla difesa che il diritto alla riservatezza.

Punto (iii): l’attività “di pubblico interesse” cui la legge si riferisce è certamente quella riguardante il Palio, ma tale attività non è disciplinata “dal diritto nazionale o comunitario” - come richiede la legge - , bensì “dal Regolamento per il Palio”.

Tirando le fila sul punto: l’Amministrazione Comunale ha ritenuto che il diritto di accesso della contrada, sulla base delle norme di legge, richiedesse la consegna integrale della documentazione, indipendentemente dalle previsioni del Regolamento per il Palio. Di contro, se le osservazioni sopra avanzate hanno un pur minimo di fondamento, vi sono elementi per sostenere che il diritto di accesso della contrada era già ben riconosciuto e tutelato, e non in contrasto con la legge, da una puntuale applicazione del Regolamento per il Palio secondo la prassi consolidata da tempo e ufficialmente comunicata anche al Magistrato delle Contrade.

Le sentenze del TAR della Toscana hanno riconosciuto l’autonomia del Regolamento per il Palio nei confronti delle leggi dello Stato

Sento già l’obiezione: il diritto di accesso è regolato da una legge nazionale, a fronte della quale le norme del Regolamento per il Palio, se contrastanti, devono necessariamente soccombere. Così ha sostanzialmente ragionato anche l’Amministrazione Comunale: ma questa posizione è insoddisfacente nella sua assolutezza.

Dobbiamo ricordare  come sul rapporto Regolamento per il Palio-Leggi dello Stato sia tempo fa intervenuto il TAR della Toscana con la sentenza 12 luglio 1989 (con un indirizzo confermato da successive decisioni dello stesso TAR) nella quale il giudice amministrativo, nel dichiarare inammissibile il ricorso di una contrada, ha così precisato l’ambito di operatività giuridica del Regolamento per il Palio: “ L’ordinamento del Palio [cioè il Regolamento per il Palio] può considerarsi un tipico ordinamento della comunità senese al quale, nell’ambito della funzione cui è preordinato (regolamentazione della Festa) va riconosciuta una propria autonomia rispetto alla disciplina di diritto statale”. Lo Stato quindi non interferisce sull’ordinario andamento della Festa, la cui gestione lascia ai protagonisti della stessa con regole che hanno valore solo nell’ambito della Festa stessa; così che è da escludersi in merito la possibilità di un intervento del giudice “ anche in forza della volontaria accettazione delle ‘regole del gioco’ da parte dei partecipanti al gioco stesso”. La fonte dei poteri dell’Amministrazione Comunale è esclusivamente rappresentata dal Regolamento per il Palio e - prosegue la sentenza -  gli atti emanati nell’esercizio di tali poteri non sono assoggettabili al normale regime degli atti e provvedimenti amministrativi: quindi, tra l’altro, non sono impugnabili di fronte al TAR.  Il giudice, in sostanza, ha riconosciuto e difeso l’autonomia delle regole della Festa rispetto alle norme statali, ovviamente nell’ambito di applicazione delle disposizioni del Regolamento per il Palio. Commentando la sentenza, il prof. Barile ebbe a scrivere che “a Siena esiste una porzione di privilegio che sfugge al diritto statale: la comunità cittadina ha indubbiamente il carattere di una comunità parzialmente autoregolantesi, nel richiamo  originale ed eccezionale, se vogliamo, all’art. 3 della Costituzione che protegge le formazioni sociali dove si svolge la personalità dell’uomo”.

Allora mi domando: se, nel proprio ambito, l’autonomia delle regole della Festa prevale sulle regole dello Stato, non dovrebbero prevalere anche in tema di diritto di accesso ai documenti amministrativi? Detto altrimenti: la regolamentazione del diritto di accesso disposta dall’art. 98, comma 4, Reg. Palio non dovrebbe prevalere sulla regolamentazione del diritto di accesso disposta dalla legge n. 241/1990 (ammesso per un attimo che la legge obbligasse alla consegna integrale della documentazione)? Sono portato a ritenere di sì. Come nel caso deciso dal Tar il divieto di ricorrere contro le delibere della Giunta in tema di giustizia paliesca ha prevalso sulle regole generali che prevedono il diritto di ricorrere al giudice amministrativo, così mi sembra di poter concludere che il diritto di accesso previsto e disciplinato dal Regolamento per il Palio rende inapplicabile il diritto di accesso come regolato dalle leggi dello Stato. Non nascondo che, se così non fosse, il principio di autonomia delle regole della Festa potrebbe essere messo in discussione anche per altri aspetti del Regolamento per il Palio: risultando in tal modo a rischio tutta l’impalcatura.

Dobbiamo quindi difenderla questa autonomia, non ferirla. Un compito che spetta a tutti i protagonisti della Festa: Comune, Contrade, Magistrato delle Contrade, Dirigenti di Contrada, Contradaioli. Non si devono forzare più di tanto la lettera e lo spirito del Regolamento per il Palio. E per prima cosa occorre ricostruire un clima di fiducia tra il mondo delle Contrade e l’Amministrazione Comunale: ciascuno interpreti al meglio il proprio ruolo e lo difenda; ma il confronto, seppur aspro, sia in ogni caso corretto e leale nel rispetto delle regole.

 Torniamo un attimo all’art. 98, comma 4, Reg. Palio.

La regolamentazione del diritto di accesso così come ora prevista mi sembra comunque presentare alcune ambiguità, anche interpretative, che potrebbero essere utilmente corrette a vantaggio della chiarezza. (1) Intanto dovrebbe essere ribadito che, per una puntuale ed esatta applicazione della norma, la facoltà di consultazione e di estrarre copie deve riguardare sia i documenti cui l’Assessore Delegato fa diretto ed esplicito riferimento nelle sue proposte di sanzione, sia ogni altro documento che, seppur non preso in considerazione o comunque ritenuto ininfluente e quindi non citato dall’Assessore Delegato, sia peraltro in qualsiasi modo “connesso e collegato” alla posizione della Contrada oggetto della proposta di sanzione: dove con ‘documento’ intendo riferirmi sia al singolo scritto sia alle varie parti della Relazione dei Deputati della Festa e dei rapporti scritti degli Ispettori di Pista e del Mossiere. Salvo sempre il diritto alla riservatezza per coloro che nulla hanno a che fare con il singolo episodio sanzionato. (2) Potrebbe essere esattamente indicato, nell’ambito comunale, l’organismo cui affidare ufficialmente il compito di individuare i documenti da ritenersi “connessi e collegati” alla proposta di sanzione; nell’esercizio della funzione l’incaricato dovrebbe poi (è un’idea come un’altra) poter chiedere la collaborazione di terzi, ad esempio dei Deputati della Festa visto che è la loro Relazione che viene in rilievo.

Roberto Martinelli