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I grandi pericoli del Palio di Siena: gli altoparlanti del panico

La decisione, di installare, in piena confusione e configurazione mestruale da parte della Commissione di non-sicurezza dopo gli eventi di Torino, gli "altoparlanti del panico" sui merli di Palazzo, costituisce un vero e proprio attacco alla sicurezza degli spettatori in Piazza del Campo, i quali spettatori possono ritrovarsi tranquillamente attori dentro una macelleria sociale.

La speranza, naturalmente, è che questo costante pericolo dovuto all'installazione degli altoparlanti del panico, tanto cari e sostenuti dal luglio 2016 da Valentini (che fa anche il sindaco), è che la voce suadente resti bloccata nei fili, evitando di alimentare solo ed esclusivamente panico e, quindi, macelleria sociale.

Il ciclo mestruale, che ha contagiato i componenti della pericolosa Commissone di non-sicurezza, non è motivo sufficiente per creare pericoli ed ostacoli all'interno di una manifestazione che, da sola, sa come comportarsi negli spazi aperti.

Il riferimento ad una circolare, plateale ed irrealizzabile per la configurazione di Siena, è solo l'ennesimo tentativo degli organi competenti di lavarsi le mani in caso di fatalità negativa. Un branco di semplici burocrati che, attaccati al posizionamento delle virgole e punti e virgola, non riescono assolutamente a comprendere, e capire, cosa vanno ad imporre ad una comunità che, lo ripetiamo, da sola e senza cicli mestruali, sa come comportarsi.

L'inapplicabilità, in tutti i punti della circolare di giugno del Capo Gabrielli, a Siena e in Piazza del Campo è talmente evidente che solo i burocrati, nello loro scalate operative, non riescono a comprenderne la gravità e la pericolosità. E non stupisce nemmeno l'atteggiamento oscuro e passivo dei 17 onorandini, i quali preferiscono limitare il proprio raggio d'azione nei propri confini dimenticando il "bene collettivo" che è rappresentato dal Palio. Un loro immediato ricorso di fronte al TAR avrebbe ridimensionato il flusso del ciclo mestruale di una pericolosa attività della Commissione di non-vigilanza.

C'è di più. C'è l'indicazione degli autoparlanti del panico, nella circolare Gabrielli, al punto 9 della stessa che così recita: "Presenza di impianto di diffusione sonora e/o visiva, per preventivi e ripetuti avvisi e indicazioni al pubblico da parte dell'organizzatore o delle autorità concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità".

Ecco, proprio la disposizione, così come imposta (preventivi e ripetuti avvisi e indicazioni al pubblico), fa emergere la pericolosità degli altoparlanti del panico nel momento in cui venissero messi in funzione in Piazza del Campo; la ma

celleria sociale sarebbe servita. L'intento di Gabrielli non era certo rivolto al tufo, bensì a quelle manifestazioni, con spazi aperti e con interruzioni dello spettacolo, in occasione delle quali gli altoparlanti possono essere messi in funzione per "corteggiare" gli spettatori. A Siena no, e non c'è bisogno di studi universitari per capirlo e comprenderlo.

La speranza, lo ripetiamo, è che ad agosto gli altoparlanti del panico non creino le condizioni per la macelleria sociale; non ci sarebbe bisogno di istituire apposite commissioni d'inchiesta per individuare i responsabili.

7 agosto 2017

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