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Ernesto Baggiani sulla costituzione del Comune di Siena come parte civile 

        In capo a tre fantini sono mosse diverse imputazioni.

        Quella che vede il Comune di Siena persona offesa riguarda il reato di falso, perpetrato, a parere dell’accusa, in più riprese, al fine di iscrivere all’albo dei cavalli e far partecipare al circuito delle corse e degli addestramenti per il Palio di Siena, cavalli purosangue, che sarebbero stati spacciati per mezzosangue.

        Le altre ipotesi di reato, pur presenti, riguardano gli attuali imputati, e non investono in alcun modo l’Ente Comune, visto che tali condotte, se realizzate, sono state poste in essere, al di fuori del Palio.

        In un processo in cui la pubblica accusa ipotizza il reato di maltrattamenti agli animali, è invitabile, ahimè, che le associazioni animaliste si costituiscano, o tentino di costituirsi parte civile.

        Temo sia un loro diritto.

        Questo però, non determina in alcun modo che il Comune parte civile concorra allo stesso risultato cui mirano la Lav e compagnia cantante.

        Il Comune ha l’obbligo, di far rispettare le regole che sovraintendono alla Festa, al fine di perpetuarne lo Spirito e la continuità.

        Tutte le regole.

        Se taluno, le avesse violate, cosa che solo il processo potrà dimostrare, è sacro santo che il Comune sia risarcito.

        Un risarcimento non tanto monetario, quanto ideale, che sia da monito severo per chi avesse l’ardire di porre nuovamente in essere compartimenti simili a quelli ipotizzati dalla pubblica accusa.

        I fantini fanno un mestiere pericoloso, e vanno tutelati per quanto pongono in essere durante le prove e il Palio.

        Diversa l’ipotesi di un fantino che operi privatamente come proprietario o allenatore di cavalli.

        Se nell’esercizio di tale attività privata, un fantino decidesse di violare le norme che regolano l’iscrizione all’albo dei cavalli per il Palio, falsando tutte le fasi dedicate alla loro preparazione e, fatto ancor più grave, rischiando di falsare la conseguente scelta dei cavalli per il Palio, nessuna tutela può ipotizzarsi.

        Questa è la ragione per cui il Comune di Siena bene avrebbe fatto a costituirsi parte civile.

        Non costituendosi parte civile, il Comune rischia di offrire ai nemici del Palio la ghiotta occasione di poter cavalcare l’inerzia, e rappresentarla come un’evidente connivenza

        Vi è di più.

        La presenza delle associazioni animaliste, lascia ipotizzare che le stesse non si esimeranno da attaccare il Palio anche durante un processo che al Palio, inteso come Carriera, è del tutto estraneo.

        La presenza del Comune, sarebbe quindi utilissima per evitare che ciò accada, e per rintuzzare ogni tentativo di portare il Palio sul banco degli imputati.

        In assenza del Comune, tale ruolo, con ogni probabilità, potrebbe essere svolto dalle difese dei tre fantini.

        Si rischierebbe così di assistere all’evidente paradosso di veder difesa la Festa, da chi, secondo le ipotesi della pubblica accusa, ha operato per aggirare le norme che la regolano.

        Un bel regalo a chi è pronto a strumentalizzare il più lieve degli incidenti, proprio un bel regalo.

        Parimenti la presenza del Comune sarebbe utile a dimostrare che, anche in questo caso, tutte le procedure sono state rispettate, e che chi controlla, ovvero il Comune medesimo, ha operato al meglio.

        Vi è un limite nella responsabilità del controllore, e tale limite è segnato dall’eventuale comportamento fraudolento di chi, sotto la sua responsabilità, decide di dichiarare il falso.

        Di fronte ad un comportamento di tal genere non vi è alcuna responsabilità di chi è chiamato a controllare, prova ne sia che nel procedimento di cui si discute, il Comune di Siena è parte offesa !

        Infine se la presunta violazione, non ha provocato danni al corretto svolgimento delle fasi di preparazione al Palio e al Palio medesimo, è solo perché i fatti sono stati portati all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria, che ha deciso di procedere alla richiesta di rinvio a giudizio dei tre fantini.

        Il Processo accerterà se tale ipotesi è riscontrata da prove.

        Ove quanto ipotizzato dalla Pubblica Accusa fosse dimostrato, nessuno potrà negare che la delicata architettura regolamentare che porta alla scelta dei dieci barberi che corrono il Palio abbia corso un rischio gravissimo, esiziale.

        Immaginiamo per un attimo che la Pubblica Accusa abbia colto nel segno, e nello stesso tempo immaginiamo che lo scambio dei cavalli fosse rimasto segreto.

        Uno o entrambi i cavalli in questione avrebbero potuto correre il Palio.

        Tralasciamo la circostanza che la “regolarità” della Carriera sarebbe stata inevitabilmente falsata, visto che i dieci Barberi non sarebbero stati tutti mezzo sangue, e solo alcuni sarebbero stati a conoscenza della differenza.

 

        Vi è da chiedersi cosa sarebbe successo, se uno dei due si fosse infortunato durante la Carriera, e se a seguito delle indagini, che oramai seguono di prassi ogni infortunio, si fosse appurato che non si trattava di un cavallo mezzo sangue ma di un cavallo purosangue?

        Quale danno avrebbe subito il Palio?

        Dinanzi a tutto questo il Comune non può e non deve rimanere inerte, pena la perdita di credibilità rispetto al severo impegno di far rispettare le regole dettate per la tutela della Festa.

        Il Palio possiede una vivida memoria di ogni evento che l’ha attraversato e lo attraversa; se nel caso di cui si discute si decidesse di far finta che nulla fosse accaduto, o stia accadendo, volgendo lo sguardo altrove, se ne sarebbe, inevitabilmente, tradito lo Spirito.

        L’augurio è che le ipotesi della Pubblica Accusa si dimostrino infondate, e che all’esito del Processo, possa essere la stessa parte Civile Comune di Siena, a non presentare alcuna conclusione nei confronti dei tre imputati, ma questo solo dopo aver accertato che nessuno di loro ha dichiarato il falso al fine di violare le regole che sovraintendono la scelta dei cavalli che possono essere chiamati a disputare il Palio di Siena.

Ernesto Baggiani

28 giugno 2017