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Il vuoto amministrativo che rende più povero il Palio

Il Palio organizzativo necessita di precisi punti di riferimento nel passaggio tra un'amministrazione e l'altra; la dimostrazione, ancora una volta, l'ha offerta a Siena, nel passato, il suo vero Sindaco (Pierluigi Piccini). Fu lui, infatti, che nel dicembre 2000, al termine del suo mandato amministrativo, ad avere l'intuizione, con alle spalle una minuziosa conoscenza della Festa, di far accedere al tufo solo i mezzosangue; oggi una regola imposta da Roma a tutti gli scimmiottamenti d'Italia.

E fu sempre lui, cioè il vero Sindaco della città, che proprio alla vigilia delle elezioni per il suo secondo, e speriamo ultimo, mandato elettorale non guardò il peso elettorale dei rioni estraendo il cartellino rosso per Nicchio e Montone. La spinta organizzativa di Piccini non sembra abbia prodotto, nell'attualità del quotidiano, precisi insegnamenti. Tutt'altro.

Oggi ci troviamo in una situazione così complicata per il futuro organizzativo che si rendono necessari veri e propri piani per sopperire le carenze e l'inconsistenza organizzativa di Palazzo, obbligando i nove candidati Sindaci a prepararsi un taccuino sulle "cose da fare" una volta indossata la fascia tricolore.

Perché di "cose da fare" ce ne sono tante e poi tante che un naufragio renderebbe ingovernabile, per un quinquennio, la gestione del Palio. Chi arriverà in Palazzo, compresa l'ormai certa riconferma del Sindaco Bruno, dovrà nel giro di 12 ore provvedere a due passaggi: affermare pubblicamente che per la giustizia paliesca  si ricomincia dall'inizio e che non esistono, per il futuro, riferimenti al disastroso passato iniziato, sotto l'incapace guida di Suor Palio, dai tempi di izyno. Secondo immediato passaggio da effettuarsi la completa ristrutturazione dell'Ufficio Palio con lo spostamento automatico, dell'attuale trilogia che lo compone, in altre stanze di Palazzo e l'incarico ad una (sesso femminile) posizione organizzativa per prendere in mano l'intera questione.

Ecco perché i nove candidati Sindaci, compreso l'attuale Sindaco Bruno, dovranno studiare (e costruire) in questi mesi di attesa il piano per recuperare l'organizzazione paliesca, ma senza farne una bandierina da sventolare in campagna elettorale. L'importante, infatti, è arrivare al comando della città, e del Palio, sapendo come intervenire e con quali persone.

Al di là delle monotone chiacchiere legate a programmi inattuabili, e che riguardano il solito blaterare su turismo, cultura, sicurezza, bilanci comunali in perpetuo deficit, occorre che i nove candidati Sindaco riescano a costruire in meticoloso silenzio il rilancio della città attraverso l'unico patrimonio che ancora oggi "regge": il Palio.

Un piano sull'organizzazione futura e che deve affrontare i larghi tempi che ci separano dalle elezioni amministrative. Se per le elezioni politiche la data certa è quella del 18 marzo, per le amministrative l'appuntamento si allungherà di altri tre mesi, anche se sarebbe auspicabile, non solo per il notevole risparmio di denaro, accorpare tutte le elezioni in programma in questo primo semestre del 2018, dalle politiche, appunto, alle regionali, alle amministrative.

In un recente articolo de Il Giornale, che riproponiamo, viene avanzata un'ulteriore ipotesi di date: quella del 18 marzo e del 24 giugno. Nel caso in cui, come riporta Il Giornale, ci si trovasse di fronte ad un impasse per formare il nuovo Governo, ecco che Mattarella, quello che è venuto a Siena, avrebbe la possibilità sia di sciogliere le Camere appena elette che di indire nuove elezioni. E, se così avverrà, ecco che il 24 giugno, in piena organizzazione paliesca, si voterebbe anche per le amministrative di Palazzo. Un caos vero e proprio, poiché l'inevitabile ballottaggio si effettuerebbe l'8 luglio.

Ecco perché è assolutamente necessario che, proprio partendo dal Sindaco Bruno, ci siano precisi disegni e segnali per cancellare l'attuale struttura della disorganizzazione paliesca di Palazzo e si inizi a pensare ad una vera e propria salvaguardia dell'unico bene patrimoniale che ancora oggi possiede la città. In attesa, non del 18 marzo, ma di capire quale potrà essere il "segnale politico" a cui ha accennato il Segretario del comunale PD, Simone Vigni, per non tener conto del sondaggio programmato a senso unico; il Palio non necessita, certo di vuoti amministrativi.

Sergio Profeti

26 novembre 2016