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Le dichiarazioni del capitanino della Lupa inguaiano ulteriormente gli annusatori

L'ennesima intervista che Lauretta (non mia) ha presentato al mondo contradaiolo, seduto nei bar, contiene una verità che non è una verità, uscita dalla bocca del capitanino della Lupa. Secondo il quale la mattina della quarta prova è stata chiesta l'esenzione dalla prova di Quore de Sedini.

La richiesta di esenzione, seppur verbale, dovrà essere contenuta nella relazione dei Deputati, come il giudizio espresso dagli annusatori. Sappiamo con certezza che Quore è stato fatto trotterellare nell'Entrone e che, come ha confermato il capitanino, gli annusatori gli hanno permesso la presenza tra i canapi purché "senza l'impegno in prova". Questa affermazione significa che gli annusatori hanno constato il "pericolo" e non si sono attivati, come loro specifico obbligo regolamentare, ad escludere Quore dalla quarta prova.

Il problema poi che, sia per la prova generale che per la provaccia, gli annusatori abbiano assistito allo "strascicamento" di Quore è condizione essenziale per capire, attraverso una semplice procedura, se siano stati rispettati da parte degli annusatori gli obblighi professionali per evitare "sofferenze" a Quore.

Poi, torniamo al punto principale: se la Lupa non avesse richiesto l'applicazione dell'art. 50 Quore, pur non essendo presente alla passeggiatina sul tufo, sarebbe arrivato all'Entrone e da qui al canape?

Ecco, perché è necessaria, se non obbligatoria, un'indagine sul comportamento tenuto da ben quattro annusatori, e dall'ambasciatore al Ministero della Salute.

4 settembre 2017