Ci risiamo

La mascotte di Palazzo è stata nuovamente disintegrata dalla Corte dei Conti Toscana, a dimostrazione dell'assoluta incapacità ed incompetenza che circonda questo inutile amministratore del PD. La mascotte, che si è pure vantata dell'avvenuta rinegoziazione del debito giungendo persino ad individuare in 1,5 milioni di eurini investimenti nel 2016, esce nuovamente ridicolizzata da un atto ufficiale, la delibera 410 che si può tranquillamente consultare, attraverso il quale vengono formalmente posti veti sulla manovra ideata, si fa per dire, dalla mascotte di Palazzo.

Cos'è successo? La mascotte aveva, il 18 giugno scorso, attraverso il Consiglio delle autonomie locali, inoltrato alla Corte dei Conti la richiesta per «procedere alla rinegoziazione delle scadenze di diversi prestiti obbligazionari attualmente in essere, allungandone la scadenza dal 2020 al 2025, “mantenendo la struttura di ammortamento con rata francese”, destinando “i nuovi risparmi di quota capitale ottenibili nei primi anni da tale rinegoziazione “2015” esclusivamente ad investimenti». Cioè, nella sua somma intelligenza, la mascotte chiedeva di spostare il debito da rimborsare alla Mucchina scadente nel 2020 (la scadenza, come noto, fu opera dello Zietto il cui bilancio 2012 è stato regolarmente bocciato dalla Corte dei Conti) al 2025. Scopo dello slittamento era quello, secondo la somma intelligenza della mascotte di Palazzo, di avere tra le mani denaro liquido da destinare a non si sa quale tipo di investimento.

La Corte dei Conti Toscana, nel rispondere cortesemente alla mascotte, si è dichiarata non competente ad emettere alcun tipo di parere, come è perfettamente scandito nella pagina 3 della deliberazione pubblicata il 14 ottobre. Ma tra le righe del diniego sul parere, con cui la mascotte poteva crogiolarsi per buttare all'aria tutte le previsioni di spesa, c'è un passaggio che, a nostro parere, suona come una futura sonante bocciatura nel caso in cui la mascotte, nella sua illuminante intelligenza, pensi realmente a spostare il debito dal 2020 al 2025.

La Corte dei Conti, infatti, ha teso a sottolineare che: «Il quesito, infatti, si presenta anche potenzialmente idoneo ad interferire con le competenze di altri organi giurisdizionali, nonché con l’esercizio delle funzioni controllo finanziario sui bilanci degli enti locali attribuite alla Sezione». Più specificatamente, la mascotte voleva ottenere il parere di legittimità  dalla Corte per agire in modo che, un domani, avrebbe riversato sula stessa Corte eventuali contestazioni finanziarie sugli ipotetici investimenti nel 2016.

C'è di più. Vi ricordate la bocciatura al bilancio consuntivo del 2013 di Comune di Siena e Provincia di Siena? E vi ricordate che entro metà ottobre i due enti dovevano rendicontare su come risanare i debiti del 2013? Ebbene, come emerge dagli atti ufficiali della Corte (delibera 427), solo la Provincia di Siena ha provveduto a rispondere alla stessa Corte, che, comunque, ha espresso esito nuovamente negativo, in quanto: «Sulla base di quanto segnalato dall’ente, la Sezione ritiene non rimossa l’irregolarità riscontrata sul rendiconto 2013, ma prende atto dei provvedimenti intrapresi e dell’intendimento di perfezionare l’attuale procedura contabile in ordine alla gestione dei flussi di cassa».

Quando la mascotte di Palazzo presenterà il piano di rientro del debito di oltre 2 milionicini di eurini alla Corte dei Conti? Così, tanto per saperlo.

25 ottobre 2015