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La Corte dei Conti boccia ancora il bilancio del Comune di Siena

La notizia era lì, in rituale silenzio; ma in Palazzo la decisione della sezione toscana della Corte dei Conti era arrivata da un pezzo, esattamente dal 5 agosto. Nessuno ne ha parlato e, fatto ancora più grave ed illegittimo, in considerazione dell’art. 31 d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, la pronuncia della Corte dei Conti non è stata pubblicata all'Albo Pretorio del Comune di Siena, né sul proprio sito, nella sezione che riguarda la trasparenza amministrativa. Alla data di ieri, come si può vedere, tutto tace in Palazzo.

Di cosa si tratta? La Corte dei Conti ha bocciato il consuntivo 2013, il cosiddetto risultato di amministrazione; il primo passato sotto il naso di 929+1.

Scrivono i giudici: «La gestione complessiva ha chiuso, dal punto di vista contabile, con un avanzo di amministrazione. Tuttavia, tale avanzo non è sufficiente a ricostituire i fondi vincolati, per cui il risultato di amministrazione, come rilevato anche dalla relazione dell’organo di revisione, è sostanzialmente negativo per 2.250.224,09 euro ... tale risultato è da considerarsi grave in quanto espressione di situazioni patologiche e contrario ai principi di sana gestione e sostenibilità finanziaria ... La non corretta composizione dell’avanzo di amministrazione comporta, oltre ad un utilizzo improprio di fondi aventi un vincolo di specifica destinazione, anche criticità negli equilibri di bilancio, quando questi vengono garantiti con quote di avanzo in realtà non disponibili ... Pertanto, sussistendo un disavanzo sostanziale di amministrazione al 31 dicembre 2013, pari a complessivi 2.250.224,09 euro, la Sezione ritiene necessaria l’adozione di provvedimenti idonei a ripristinare, nei termini suddetti, una corretta gestione finanziaria».

Inoltre, seguendo il dettame storico A Siena si fa come ci pare, guardate cosa afferma la Corte: «Limitando ... l’applicazione di tale regola solo a talune delle entrate vincolate nella competenza del bilancio, l’ente in situazione di deficit di cassa di fatto finanzia le spese “ordinarie” con risorse che viceversa sono destinate a specifici interventi, senza che questo fenomeno, pur consentito dal TUEL, abbia una evidenza contabile ...  la Sezione non ritiene corretta la metodologia contabile di rilevazione delle poste vincolate in termini di cassa dell’ente, poiché la stessa non permette di definire l’ammontare complessivo delle entrate vincolate nella destinazione e l’eventuale loro impiego per il pagamento di spese correnti nel corso del 2013 ...  La non corretta quantificazione sopra indicata non consente, inoltre, la valutazione del rispetto dell’art. 222 TUEL. La grave irregolarità sopra rilevata comporta, tra l’altro, una non corretta rappresentazione del fondo di cassa nel conto presentato dal tesoriere dell’ente e allegato al rendiconto della gestione 2013 di cui all’art. 226 TUEL»; come facevano izyno e quel fenomeno di Cicione, grande esperto di contabilità amministrativa.

C'è di più, con riferimenti specifici alle alienazioni dei beni di Palazzo che non sono state vendute, ma che venivano considerate vendute. Il collegamento al testo della delibera della Corte dei Conti sarà inserito nell'edizione di domani.

Netta la posizione finale della Corte: «La Sezione, alla luce di quanto rappresentato dall’ente, non può esimersi dal confermare l’irregolarità evidenziata e, pertanto, richiede che vengano assunti provvedimenti adeguati a garantire una puntuale e affidabile rilevazione delle poste vincolate nell’ambito della gestione di cassa. In assenza di tale corretta gestione, infatti, non solo si determina una rappresentazione non veritiera delle effettive consistenze di cassa, ma, soprattutto, non vengono alla luce eventuali situazioni di precarietà del bilancio quali quelle che conseguono al ripetuto o costante utilizzo di fondi vincolati per il pagamento di spese correnti. Sintomo, questo, dell’impossibilità di finanziare le spese ordinarie con le risorse destinate alla generalità del bilancio. Ai sensi dell’art. 148-bis TUEL, introdotto dall’art. 3, comma 1, lett. e), del d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla l. 7 dicembre 2012, n. 213, l’ente dovrà adottare entro sessanta giorni le menzionate misure correttive, ai fini del successivo esercizio dell’attività di controllo spettante a questa Sezione»

Cosa blaterava 929+1 sugli applausi ricevuti dal Ministero? Rileggere e non sbellicarsi dalle risate; la questione è seria e preoccupante perché 929+1 non ha la capacità di rendersi conto. Siena è completamente nella merda e necessita solo di persone serie e capaci, soprattutto.

23 agosto 2015