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Commissario Straordinario essenziale per la città di Siena e per iniziare a crescere

Carolinaaaaaaa, di recente, ha affermato: «... ricordo a tutti che il commissariamento sarebbe il male peggiore per la città». Non è vero, perché è vero il contrario. I giovani del Comune di Siena, quelli che non entreranno mai più a lavorare presso la Banca dei babbi; quelli che non potranno non ribellarsi alla filosofia del mantenimento gratuito; quelli che dovranno umiliare i babbi dimostrando che     Siena non era, e non poteva essere, la città del posto fisso nelle istituzioni; quelli che domenica dovranno recarsi alle urne, senza votare il PD; devono capire che, per crescere, o iniziare a crescere, la città di Siena ha bisogno e necessità di un Commissario Straordinario.

Un Commissario Straordinario che sappia da un lato innamorarsi della città, e, dall'altro, essere in grado di prendere decisioni senza dover rispettare le angolazioni del malcostume cittadino. Fatti e non chiacchiere per cinque anni nei quali, guarda un po' il caso, il PD locale, e gli altri partiti riconosciuti come tali, sapranno riorganizzare le proprie file e ritrovarsi un Palazzo libero dai debiti e con concrete basi di sviluppo.

La soluzione che riguarda il Santa Maria, ad esempio, può essere risolta solo con un intervento, anche autoritario ma consapevole, di un Commissario Straordinario, figura adatta per risolvere le attuali ingarbugliate problematiche della città di Siena. Un Commissario Straordinario, insomma, che sappia capire la validità di alcuni progetti e saper decidere senza preoccuparsi quale fetta di piede dovrà calpestare.

E' per questo che i giovani della città, quelli che non entreranno mai più a lavorare presso la Banca dei babbi, devono andare domenica a votare, anche mettendo nelle urne scheda bianca, ma votare per far capire che Siena deve allontanarsi dalla spartizione del potere. Un voto in bianco, dieci o cento; ci penseranno poi i nostri conteggi a decretare l'insuccesso del PD, per primo.

26 maggio 2015