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Dai ricorsi dei fantini un segnale troppo importante per il futuro del Palio

Non si può più continuare a sanzionare i fantini attraverso l'immagine statica di una fotografia. La prassi usata, per l'ennesima volta, da un'incompetente come Suor Palio, che ha anche la pretesa di considerarsi brava, va ad infrangersi con una realtà della quale, la stessa "organizzatrice" del Palio di Siena, non ha conoscenze. Non è più possibile continuare ad ignorare quella realtà di "movimenti" tra i canapi che, logicamente, non esisteva quando la norma nacque. La realtà paliesca che Suor Palio non conosce, perché non sa, ha nei suoi fondamentali pilastri una connotazione che sta sfuggendo dalle attenzioni di Palazzo, trasportando nel baratro quel megalomane ed incapace amministratore di Don Brunetto 930.

E' evidente che, oggi, ci troviamo di fronte non solo a cavalli più preparati del passato, ma anche a fantini che, nell'interpretazione del cavallo, devono far fronte a tutta una considerevole serie di eventi e non possono limitare la loro azione fra i canapi. Il cambio di posto reale è praticamente opposto a quello fotografico e la volontà di cambiare posto, andando ad incidere nei confronti dei "diritti" di altri fantini, va valutato nell'insieme della visione delle immagini televisive. Di fatto c'è un'altra facciata della medaglia nell'articolo 64.

Quando Suor Palio non riesce a capire il perché, ed il per come, si muovono tra i canapi nove pittoreschi pesciolini, subentra la strada più facile e gretta, quella del ricorso all'immagine statica della fotografia. Ma accanto a questa considerazione, da cui emerge il pressappochismo di Suor Palio non capace, si va a scontrarsi il rapporto professionale dei fantini, i quali si trovano in una situazione ad handicap visto che il dominio assoluto delle decisioni appartiene a chi non sa, da Suor Palio a 930, passando per Paolinooooooo e delcolloooooo.

I ricorsi presentati dal Migheli, Ricceri e Zeddino presentano un comune invito a 930 e C. che, per colpa di Suor Palio, non è stato possibile attuare: guardare il filmato e le fasi della mossa. Se, come era loro obbligo-dovere, 930 e C. avessero analizzato il filmato della mossa (non è stato possibile perché in Giunta non esiste né un videoregistratore, né un computer con cui "leggere" i dvd) tutte le obbiezioni dei fantini avrebbero trovato riscontro positivo, proprio perché il copia-incolla imposto da Suor Palio, elaborato da delcollooooo e firmato da Paolinoooooo, si basa solo ed esclusivamente sulla staticità di un frammento di mossa: la fotografia.

Irrisorie, come al solito e come è nello stile dell'incapace Suor Palio, le considerazione fatte proprie da 930. In tutti e tre i ricorsi il copia-incolla assume la configurazione di una pagliacciata ed una presa di culo verso dei professionisti. Scrive, infatti, Suor Palio: "la Relazione dei Deputati della Festa e i suoi allegati risultano chiari ed esaurienti ed evidenziano in modo significativo gli elementi per la valutazione dell'accaduto"; ed inoltre per due su tre che: "non possa ritenersi una giustificazione addurre motivi comportamenti del cavallo". Elaborazioni mentali, queste, che dimostrano l'approssimazione, la superficialità, l'ignoranza, l'inettitudine di chi non comprende che, con queste sanzioni, si vanno a minare interessi professionali basandosi solo ed esclusivamente su un frammento fotografico.

A differenza del Leocorno, come già detto, i fantini non possono ricorrere all'azione civile, per loro ci sarebbe il Tribunale del Lavoro, perché non possono creare una frattura con l'organizzazione di Palazzo. Del resto, essendo dei professionisti, devono comportarsi come tali e come, da sempre, la storia paliesca insegna. Semmai potrebbero agitare il mondo dei capitanini, perché, dopotutto, nel cambiare posto al canape, hanno un giubbetto sulle spalle. Un dibattito che non solo possa evidenziare l'incultura paliesca di Palazzo, ma deve segnare il momento di confrontarsi a tavolino sulla svolta della storia dell'articolo 64, per renderlo più vicino ai tempi attuali ben diversi dagli inizi dello scorso secolo.

3 dicembre 2014