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FLASH su Banca Monte Paschi Siena

Trimestrale ancora difficile, anzi difficilissima per la Banca. E previsione  di profondo rosso per il bilancio 2014.  Certamente in parte significativa per effetto dell’esito negativo degli stress europei che hanno indicato per Bmps un deficit patrimoniale di euro 2,1 miliardi. Scrivo su anticipazioni di stampa, volutamente prima di conoscere i numeri, seguendo un impulso dell’animo; d’altronde i numeri sono a margine del mio campo. E prego chi, dentro e fuori la Banca, si intende di gestione e di numeri di fornire spiegazioni e formulare giudizi e indicare prospettive in modo onesto, ragionato e costruttivo, esprimendosi in modo chiaro ed esauriente: perché passione e sentimento e anche rabbia riusciamo a proporceli da noi. Per parte mia, semplicemente, faccio voti ed esprimo fiducia che, scacciati tutti i profeti di sventura, il Monte dei Paschi possa quanto prima trovarsi a solcare acque più tranquille. 

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A proposito di profeti di sventura. Su ‘la Repubblica’ di domenica 2.11 u.s. è apparsa un’intervista a Marco Mazzucchelli ( già dipendente per alcuni anni  del Monte dei Paschi di Siena in qualità di direttore finanziario, ma fuori dalla Banca dal 2000) i cui contenuti considero poco meno che allucinanti: giudicate anche voi. All’osservazione del giornalista che forse gli stress sono stati troppo duri con le banche italiane Mazzucchelli risponde che invece sono stati un esercizio di grandissima serietà svolti con un metodo molto rigoroso: e questo è l’avvio. Quanto al Monte Paschi, che definisce ‘la nostra Lehman’ [la banca d’affari americana fallita nel 2008], Mazzucchelli afferma in sequenza, pressoché testualmente: (a) ‘sono allibito che la banca non abbia annunciato subito, lunedì scorso [27.10, cioè il giorno successivo alla pubblicazione dei dati della BCE] un aumento di capitale; doveva farlo, avrebbe se non altro evitate le perdite del 10% al giorno’ [ e qui, tanto tanto, è un’opinione come un’altra]; il bello (!!) viene adesso: (b) ‘ora temo sia troppo tardi e sia forse inevitabile la messa in liquidazione della banca; di sicuro non consiglierei a nessuno di comprare il Montepaschi’; (c) ‘assolutamente nessun intervento dello Stato: molto meglio la messa in liquidazione; sarebbe un atto di coraggio e di serietà da parte di un paese che vuole cambiare’; (d) del resto non abbiamo bisogno in Europa di oltre 6000 banche; e questi test ci hanno mostrato quelle che sono forti e sane: ci servono solo quelle’[e con questo c’ha pagato]. Quando, alcuni giorni dopo la sua pubblicazione,  ho letto l’intervista sono rimasto basito; ora, doverosamente fatti gli opportuni scongiuri, se fossi cattivo mi augurerei per il futuro dell’ex collega Mazzucchelli  quello che l’avv. Giovanni Agnelli disse ad un suo collaboratore che, formato alla scuola Fiat, stava per passare alla concorrenza: “ Le auguro tanta salute e tanti fallimenti nel lavoro”.

Roberto Martinelli