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Perché Don Brunetto 930 deve sapersi imporre con i dieci capitanini

Le strategie equino-paliesche, preparate con la massima attenzione e cura da Capitanbruschelli, impongono ad agosto uno schieramento da fascia B3, inferiore anche a quello di Provenzano. Ridurre i punti di riferimento certi, ai quali potrebbero accedere fantini indesiderati come Dinopes, è la principale garanzia di vittoria per Capitanbruschelli e, di conseguenza, le "sue" Contrade presenti sul tufo non potranno che sottomettersi alle sue volontà. Si andrà così ad una scelta ad alto rischio per la Festa, poiché l'inserimento di una quantità di debuttanti creerà quelle condizioni di attesa che potrebbero far saltare i disegni di Capitanbruschelli. E' un rischio che la Festa non può permettersi, in considerazione del fatto che gli annusi del mago-maghetto consentono l'accesso a cavalli di fascia B3 non perfettamente adatti a correre sul tufo. I cavalli di un certo rilievo, quelli cioè che Capitanbruschelli non vuole tra i canapi, devono, al contrarie delle sue disposizioni, essere presenti tra i canapi. E chi, se non Don Brunetto 930 è in grado di far capire ai dieci capitanini, nel momento giusto al momento giusto, che le combinazioni fortuite dello scorso agosto non sempre risultano tali, ma possono facilmente trasformarsi in punti da cui sarà difficilissimo tornare indietro. Solo Don Brunetto 930 è nelle condizioni di far passare certi messaggi e di imporre con determinazione una scelta che non offenda la Festa. Il 10 a 0 di Provenzano per Occolè deve essere gestito con le giuste cadenze per interrompere, anche definitivamente, un circolo vizioso che nulla ha a che vedere con le strategie paliesche. Il problema, purtroppo, è un altro: chi deve tirare le orecchia ai dieci capitanini capisce di cosa stiamo parlando?

7 agosto 2013