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Per colpa di Don Brunetto 930 il Consiglio comunale di Monteriggioni è stato sciolto. Ecco l'atto

Dobbiamo riconoscerlo: questo provvedimento proprio ci era sfuggito, nonostante l'importanza che assume ed i cui risvolti non possono, ancora, essere tratteggiati. Il Presidente della Repubblica, quella italiana non certo quella senese, Giorgio Napolitano, con un suo DPR, come è rito, ha sciolto il 6 giugno scorso il Consiglio comunale di Monteriggioni, poiché lo strattagemma, usato da Don Brunetto 930 a fine aprile, ha fatto scattare, per incompatibilità sopravvenuta, gli estremi contenuti nell'art. 53 del decreto legislativo sull'ordinamento degli enti locali. L'atto, che riproduciamo, di Napolitano è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 19 giugno e nelle successive 41 pubblicazioni della Gazzetta Ufficiale non esistono richiami per eventuali annullamenti di questo DPR. Lo scioglimento del Comune di Monteriggioni ci era sfuggito, ma, a quanto sembra, è sfuggito anche ad altri. In primis al Prefetto di Siena, che, come prescrive la legge, non ha provveduto a formulare la nomina del commissario straordinario al Ministero dell'Interno. Infatti, la nomina del commissario straordinario per il Comune di Monteriggioni non è stata ancora formalizzata dal Ministro dell'Interno Alfano, intento, probabilmente, a prendere lezioni su come si rincalzi il lettone di Silviettuccio. Ma, oltre al Prefetto, anche il Comune di Monteriggioni non ha preso in considerazione l'atto di scioglimento firmato da Napolitano, tant'è che il Consiglio comunale, dopo il 19 giugno, si è riunito ben due volte, l'ultima delle quali, il 28 giugno, ha approvato le variazioni al Bilancio preventivo 2013. Non chiedeteci, né domandatevi, come tutto ciò possa accadere; non abbiamo la risposta; siamo a Siena, anzi in provincia di Siena. Al di là delle problematiche legate allo scioglimento del Consiglio comunale di Monteriggioni, questo problema non riguarda ovviamente Siena, c'è da focalizzare l'attenzione sull'atteggiamento di Don Brunetto 930 in tutta questa faccenda e, tranquillamente, si torna quindi alla domanda di base, che ci siamo già posti: cosa si nasconde dietro l'impegno di Don Brunetto 930 a lasciare Monteriggioni per approdare a Siena? Don Brunetto 930 si era vantato, e montato la testa, di aver effettuato una scelta tale da evitare, con la sua auto-nomina in una controllata al 100% del Comune di Monteriggioni, l'arrivo del commissario straordinario. Infatti, con l'istituto della decadenza Don Brunetto 930 pensava di evitare il commissariamento di Monteriggioni, ma così non è stato. Anche se nessuno se ne deve essere accorto, Prefetto di Siena in primis, c'è l'atto che, se a Siena, o Monteriggioni, non ha valore, lo ha per la Repubblica italiana, in quanto pubblicato sul suo unico organo ufficiale: la Gazzetta. A questo punto, poiché Don Brunetto 930 non si è dimesso da Sindaco di Monteriggioni, ma è stato dichiarato decaduto, c'è da chiedersi se tutto il materiale, in esclusiva, che abbiamo pubblicato a metà maggio, possa oggi rappresentare motivo di ineleggibilità, a Siena, di Don Brunetto 930. E' bene evidenziare che la Segge, e dopo di lei il suo successore Vudierre, ha sulla scrivania un esposto a cui deve dare risposta; su questa si baserà il ricorso al Tar per far decadere Don Brunetto 930. Per cortesia, non copiateci ma rispondete al quiz: chi si affaccerà dalle trifore di Palazzo a Natale?

Sergio Profeti

6 agosto 2013