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Caronerevolex ... ti scrivo Nonostante i belati del nostro nuovo editore, Clerardo Calvetra che minaccia ogni giorno azioni giudiziarie nei nostri confronti, torniamo a malavoglia a raccontare, ai soliti tre quotidiani lettori, le vicende paliesche e, in particolare, tutto ciò che sta affossando inesorabilmente l'organizzazione paliesca. Dopo un breve periodo di rodaggio, durante il quale l'onorevolex ha ricopiato le nostre tesi e le nostre "idee" illustrate nel corso degli anni, ci troviamo di fronte ad un periodo nel quale l'onorevolex, smettendo di copiarci, ha iniziato a conteggiare gli scheletri negli armadi di Palazzo e le risultanze sono sotto la luce di chiunque. Suor Palio, il mago-maghetto con il fedele Pepe, la soubrette-telefonista, l'ombra dominante di izyno sono tornate grazie all'apertura degli scheletri di armadi stra-pieni e di fronte ai quali l'onorevolex ha mostrato solo meraviglia e stupore. Le considerazioni conclusive, che portano ad una nuova stagione di sfascio organizzativo della Festa, si possono riassumere in pochi esempi: il mancato ricorso al Tar Lazio contro l'ordinanza dell'animalaia e legaiola Martini, un ricorso che costituisce un vero affronto alla storia della Festa della città; la riconferma di uno come il mago-maghetto, tra i massimi responsabili equini che abbiano mai calcato in negativo il tufo le cui "intuizioni" hanno portato un fantino e un proprietario in Tribunale; la riconferma di Suor Palio, abilissima solo nel copia-incolla e mai capace di intuire quelle modifiche necessarie per mettere il Palio in parallelo con i tempi sociali; l'istituzione dell'Ufficio Palio che, proprio perché diretto da Suor Palio, risulterà uno dei considerevoli "raccoglitori comunali" abilitato solo agli elementari compitini di base. L'onorevolex non è riuscito a capire che solo seguendo le indicazioni di Sunto, e l'esperienza della sua numerosa redazione, sarebbe stato possibile scalare la storia della Festa. Non è riuscito a capirlo perché, forse, ha preferito abbracciare gli scheletri di Palazzo. Così, semplicemente. Sergio Profeti 23 gennaio 2012 |