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E' la cifra a scandire che si tratta di un profondo fallimento

205 cavalli iscritti per un progetto, che dovrebbe salvaguardare la Festa con i soldi pubblici provenienti dalla Mucchina, dimostra, per l'ennesima volta, che i meccanismi organizzativi non riescono più a garantire quell'indiscutibile messaggio di serietà che un ente locale, quale il Comune di Siena, dovrebbe garantire, proprio in corrispondenza agli obiettivi che da un decennio vengono meno. Questa accozzaglia di iscrizioni, che vengono formulate con la speranza, e le raccomandazioni di rito, per andare ad ottenere spazio, in quel calderone che è costituito dalla distribuzione dei soldi pubblici, offrono la possibilità ad una serie di esami molto più approfonditi e che l'attuale struttura amministrativa, messa in campo da izyno e della quale izyno è il capo supremo, non ha assolutamente le capacità di elaborare ed analizzare. Continuare a marciare, con i paraocchi, verso questo sentiero ha dimostrato nel passato, e soprattutto nel presente, che l'approccio con questo progetto ha fondamenta completamente marce, ma dalle quali si traggono ninfa economica e visibilità per evidenziare la personale megalomania. Un enorme ed esagerato spreco di risorse, soprattutto finanziarie, che non porta assolutamente da nessuna parte, ma che continua ad alimentare un sottobosco completamente interessato a racimolare qualche centinaia di euri con la certezza di una visibilità che altrimenti non avrebbe. Sicuramente la Festa, e soprattutto sotto la gestione della prossima Sindaca, Suor Eginolfa, deve ritrovare certi ambienti equini che abbiano a cuore la Festa, e non certo il pareggio annuale del conteggio per la manutenzione equina. Cosa se ne fa il Palio di Siena di 205 iscritti a metà marzo?

15 marzo 2010