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Continua l'arroganza dell'occupazione di Mociano

Ancora un capitolo di inaudita arroganza da parte di izyno e dei suoi commilitoni, Poc, il direttore, in testa. Ieri sera, in un'affollatissima quanto insignificante riunione con i cavallai (ulteriori particolari nell'edizione di lunedì prossimo), è stato consegnato, e poi diramato ufficialmente, il calendario del circuito equino del Fallimentone 2010. Ebbene nel calendario spiccano addirittura nove sedute a Mociano, nel luogo in cui, nessuno può entrare. Il Comune di Siena non ha, infatti, alcun titolo e/o diritto di entrare abusivamente all'interno di una proprietà privata, non avendo nella maniera più assoluta concordato alcun tipo di affitto per concretizzare, appunto, un diritto. Siena, come è ormai noto, è una Repubblica a sé perché si crede ancora alle favole costruite ad arte.  A Siena si può fare ciò che si vuole infischiandosene delle leggi italiane; così anche un ente locale, come il Comune di Siena, evidentemente, si adegua alla situazione e perpetua il suo ennesimo atto di illegale occupazione del suolo di Mociano. In piena proprietà privata, senza alcun permesso, senza alcun diritto, izyno, che lunedì pensava di poter chiudere, in parte, il "caso Maciano" ha fatto sì che, come se nulla fosse accaduto, il Fallimentone 2010 potesse programmare ben 9 uscite sulla proprietà privata dalla professoressa Gentili e di sua cognata. Si resta, veramente, senza parole nel commentare con quanta arroganza, presunzione, incapacità e senso di rivalsa, si possa tranquillamente ignorare disposizioni precise emanate da un tribunale della Repubblica italiana, anche se a Siena si continua a masturbarsi al solo pensiero di essere una Repubblica a sé dove sia permesso tutto, ed il contrario di tutto. Veramente pazzesco pensare che possa esistere la legalità a Siena. Sono, comunque, questi i segnali dell'arrognza e della presunzione dei perdenti. Ci auguriamo, di cuore, che in questo periodo di illegittima occupazione del terreno di Mociano, non subentrino incidenti di sorta per nessuno; ma ci auguriamo, allo stesso tempo, che le proprietarie di Mociano sappiano fare valere i propri diritti nelle opportune sedi soprattutto perché, in caso di qualsiasi incidente, nel "contenzioso legale" finirebbero anche loro, visto che l'attività equestre si svolge sulla loro proprietà. Semplicemente disgustati da una struttura amministrativa che, fra 13 mesi e mezzo, tornerà nei luoghi di origine.

12 marzo 2010