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Grottesco è pensare che il problema non esista Il comportamento di izyno sull'intera vicenda di Mociano rappresenta lo specchio inconfondibile dello sfascio della città e del Palio sotto la sua gestione. A prescindere dalle valutazioni sull'irregolarità degli atti amministrativi che avevano portato all'occupazione gratuita fino al 2022 dello spazio necessario per la realizzazione della pericolosa pista, il "caso Mociano" ha dato, con il passare degli anni, l'esatta dimensione dell'inutilità amministrativa di izyno. Tutto il "caso" non sarebbe mai potuto esplodere se, appena iniziati i lavori di Mociano, e dopo aver ricevuto formale diffida dal proseguire i lavori, izyno, assieme all'attuale onorandino della Civetta, il quale, al momento, era il suo-vice, si fossero recati urgentemente a Viterbo per sistemare e ristabilire l'intera questione, ovviamente chiedendo anche scusa per aver calpestato i sacrosanti diritti della professoressa Maria Caterina Gentili. Ed invece quella bolla di sapone, composta da presunzione, arroganza ed incompetenza, componenti essenziali per la storia del "bluff amministrativo" di izyno, ha saputo dettare legge anche in quell'occasione perché, secondo izyno, il "caso" non esisteva. Ed in questa grottesca presunzione ed arroganza, izyno ha rposeguito ad amministrare il "caso", che non sembrava un "caso", ma che, al contrario, lo è in modo ineccepibile. Gestire un bene con la formula del "comodato gratuito" per ben 20 anni; vedersi ridurre sensibilmente il tempo di "occupazione", fino a giungere ad appena 7 anni; dover ricorrere a pagare l'affitto per evitare il "ripristino dei luoghi allo stato iniziale": sono queste le tappe che izyno, nella sua grottesca presunzione, non è mai riuscito a comprendere nella sostanza. La scena muta di lunedì, poi, dà l'esatta dimensione della grottesca realtà a cui, evidentemente, izyno non ha creduto. Svegliarsi con una realtà, meno fantasiosa di quella iniziale, deve essere stato un duro colpetto. Restiamo in attesa della stipula del contratto d'affitto. Sergio Profeti 11 marzo 2010 |