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Ridotto il compenso ai veterinari del Fallimentone Le convenzioni con i due veterinari del Fallimentone 2010, Magnaghi e Giovagnoli, i quali non sanno assolutamente valutare le prestazioni di un cavallo da Palio, sono state pubblicate da Poc, il direttore, e contengono vari interessantissimi spunti di lettura e di critica. Prima di tutto il compenso è calato di ben 3 mila euri, passando da 16 mila a 13 mila; questo in considerazione della forte riduzione economica da parte della Mucchina per sovvenzionare il Fallimentone 2010. Una riduzione che era stata paventata alcuni giorni fa da queste pagine. Un'altra "perlina" alla Poc riguarda l'ormai celebre e gustoso copia-incolla da un anno all'altro. Come si potrà vedere allorché i collegamenti saranno attivi, nella determina 216 del 2009 Poc, il direttore, scriveva: «Ritenuto equo il compenso pattuito, che è uguale a quello corrisposto nella precedente annualità ...» e scriveva il vero perché anche nel 2008, come nel 2009, a Giovagnoli e Magnaghi (le determine sono per entrambi uguali ed identiche negli anni) venivano corrisposti 16 mila euri. Con la determina 336 del 2010 Poc, il direttore, scrive: «Ritenuto equo il compenso pattuito, che è uguale a quello corrisposto nella precedente annualità ...», cioè quest'anno ha applicato il copia-incolla, senza rendersi conto che il corrispettivo è calato, dal 2009 al 2010, di 3 mila euri. Normalissimo esempio della sciatteria amministrativa che, ai tempi di Piccini, non esisteva. Le due determine per la convenzione con i veterinari contengono, poi, i riflessi della "cacarella alla Martini" e qui, ancora una volta, calano le braccia e non solo queste. Poc, il direttore, infatti, ha nuovamente fatto capire che il Comune di Siena ha sostanzialmente paura delle effervescenti e casuali disposizioni ministeriali, anziché ribadire con fermezza che Siena non ha nulla da imparare e che, anzi, insegna a tutti cosa significhi "salvaguardia equina". Posizioni queste che si infrangono davanti ad un'organizzazione fatiscente com'è quella che oggi conduce le danze paliesche e Siena deve continuare ad avere coraggio, di mesi ne mancano appena 13 e mezzo, sufficienti, comunque, a ché izyno prosegua nella sua devastante opera di distruzione paliesca. Questa volta la cacarella alla Martini come si è sviluppata? Poc, il direttore, ha scritto: «Preso atto che l'Ordinanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 21 luglio 2009 dispone che per il genere di attività previste dal "Protocollo per l'erogazione di incentivi per l'allevamento, il mantenimento e l'addestramento dei cavalli da Palio", quali corse e lavori di addestramento, l'organizzatore deve garantire: la presenza di un medico veterinario ippiatra che attua altresì un'ispezione veterinaria preventiva e che certifica l'idoneità degli equidi; l'ammissione alla manifestazione degli equidi in buono stato di salute e regolarmente identificati e registrati ai sensi della normativa vigente. I requisiti di identificazione e certificazione degli equidi sono verificati dal veterinario ufficiale». Gli effetti della "cacarella alla Martini" sono, come si vede, particolarmente nocivi agli organizzatori del Palio di Siena. Ci chiediamo: una struttura come il Fallimentone, rodata da ben 10 anni, ha sempre avuto veterinari predisposti a tali scopi; sempre. Non c'era bisogno della segretaria-sotto Martini per organizzare al meglio corse di cavalli che ne salvaguardino l'incolumità, almeno quella al momento della partecipazione. Poc, il direttore, non lo sa ma lo dovrebbe sapere, che lo scorso anno, nel 2009, quando la segretaria-sotto Martini pensava solo ad una legge anti-doping equina, a Siena si organizzava, malissimo, il circuito equino del Fallimentone e che in quell'occasione, come nel 2010, esistevano due veterinari a tal scopo incaricati. Dove sia la differenza tra il 2009, o il 2000, ed il 2010 dovrebbe spiegarlo Poc, il direttore.Le occasioni per non prendere in considerazione la segretaria-sotto Martini Siena le ha sempre avute e, con izyno, non le ha mai saputo evidenziare, proprio perché izyno non conosce regole e meccanismi palieschi. Se a Siena manca il coraggio per dimostrare con i fatti l'effervescenza di un'ordinanza nata dal caso e, probabilmente, in era mestruale, come si fa a pensare che nel resto d'Italia ci sia una posizione diversa? Con izyno, e la conseguente "cacarella alla Martini", Siena ha perso il confronto con una realtà che l'ha sempre vista dettare regole e disposizioni per il benessere del cavallo. Ne mancano 13 e mezzo, coraggio Siena. Sergio Profeti 8 marzo 2010 |