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L'Oca non riesce a ritornare l'Oca

Forse è finito un mito che ha caratterizzato molte generazioni paliesche; forse sono cambiati i tempi sociali a tal punto che l'attenzione esterna è riuscita ad incunearsi con concretezza nelle varie sfaccettature di un Popolo, il quale, ormai, sembra non riuscire più a ritrovare tutta la sua storia del recente passato. Forse le problematiche hanno altra configurazione, ma sta di fatto che il rincorrersi di lettere, interviste e prese ufficiali che in questi ultimi giorni si sono lette sulla stampa locale, offrono una quanto mai inedita visione dell'Oca che, proprio per queste "aperture" sulla stampa locale, sembra non riuscire più a ritrovare, e ritornare, l'Oca delle passate generazioni. Problematiche intricate, e dalla difficile lettura dall'esterno di Fontebranda, segnano, ancora una volta, un momento che appare sempre più difficile dall'essere superato e maturato. Se l'Oca riuscirà a ritrovare se stessa in tempi brevissimi, e senza la necessità di ricorrere ad occupare le colonne della stampa locale, ci si potrebbe anche trovare ad applaudire la maturità di un popolo che ha fondato, e fonderà, la sua storia nel concetto della "tradizione delle cose di Contrada e di Palio". Ecco, perché chi scrive si augura che nel rinnovo quadriennale di alcune cariche della Sedia di Fontebranda le donne possano esprimere la loro opinione. Sarebbe anche tradizione, specialmente se l'Oca riuscirà a ritrovare quell'Oca che sembra ormai abbastanza offuscata. E poi ricordiamoci sempre di ciò che può avvenire il prossimo 1 dicembre 2010. Pensare che sia izyno a risolvere la questione del voto alle donne fa venire la ... pelle d'oca.

Sergio Profeti

8 marzo 2010