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Faraonico attacco di Zoom a Ceccuzzi, l'onorevole Nel numero di mercoledì 3 di Zoom è apparso un preciso attacco a Franco Ceccuzzi, l'onorevole, sul tema della legge fiscale. Il settimanale ha dato, anche se in una forma un po' indecisa, la notizia, del resto vera, che, davanti alla Commissione tributaria fiorentina, tre ricorsi del celebre "pacchetto dei processi fiscali" hanno visto trionfare le tesi dell'Agenzia delle Entrate a discapito di altrettante tesi contradaiole. Il settimanale, comunque, ha dimenticato di annotare che, assieme a questi tre ricorsi negativi, ce ne sono ben 9 positivi, ma non è questo il problema che vogliamo evidenziare. Come si può leggere, Zoom ha strumentalizzato questo esito tributario, che allungherà la vicenda fino alle aule della Cassazione, scatenandosi contro Franco Ceccuzzi, l'onorevole, e realizzando l'autogol del secolo. L'accusa di Zoom a Ceccuzzi è particolarmente mirata: «Le nuove sentenze - scrive il settimanale - comportano il pagamento di somme piuttosto ingenti, ma il fatto che pesa maggiormente è che, con esse [NdR cioè con le sentenze] risulterebbe confermato che il famoso decreto "salva contrade", tanto pubblicizzato dall'onorevole Ceccuzzi come un suo personale successo che sarebbe stato risolutivo per tutti i problemi fiscali del mondo contradaiolo, non avrebbe invece raggiunto il suo principale obiettivo, cioè quello di salvare, appunto, le contrade». Un concetto del genere poteva solamente pensarlo izyno, perché si tratta di un passaggio completamente inventato di sana pianta e che crea confusione assoluta nei lettori. C'è di più; si tratta di una versione dei fatti completamente inventata di sana pianta e che non risponde nella maniera più assoluta all'esatta dinamica dei fatti. Insomma, non c'è solo izyno a Siena che si inventa le risultanze finali. I concetti di Zoom nei confronti di Ceccuzzi, l'onorevole, nascondono sicuramente quel tipo di manovre politiche che strumentalizzano, a caso, il mondo delle Contrade. Necessario, a questo punto, un brevissimo riassunto delle "pisciatine" di Zoom. Dunque, il pacchetto dei ricorsi fiscali attualmente in discussione a Firenze, e che si sposteranno a Roma, riguarda il celebre intervento di controllo, e assolutamente legittimo, della Guardia di Finanza nei confronti del mancato versamento della ritenuta d'acconto delle Contrade per l'attività professionale svolta dal fantino. L'indagine riguarda il periodo che si sarebbe concluso, eventualmente, con la richiesta di condono fiscale attuata nel 2003. Allorché il "caso" scoppiò, si assistette ad un'innumerevole serie di eventi che meritano, a questo punto, la pubblicazione di un nostro opuscoletto, proprio per far capire, anche a Zoom, quale sia la verità, documentata, degli eventi. Comunque, per tornare all'argomento di base, la redazione di Zoom deve sapere, visto che non lo sa, che gli attuali processi fiscali davanti a Firenze, e che avranno un'appendice a Roma, riguardano le infrazioni, sul mancato versamento della ritenuta d'acconto, contestate dall'Agenzia delle Entrate fino al 2003. Dal 2004 al 2006 è subentrata la "scatoletta Simmenthal", inventata dal celebre Di Tanno. La redazione di Zoom deve sapere, visto che non lo sa, che l'intervento di Franco Ceccuzzi, l'onorevole, è scattato nel novembre 2006, in occasione della Finanziaria 2007, come è facile ricordare scorrazzando tra le nostre pagine. Esistono, se la matematica non è un'opinione, qualcosa come tre anni pieni di distacco temporale dall'azione dell'Agenzia delle Entrate, tuttora in discussione a Firenze, alla "scesa in campo" di Ceccuzzi, l'onorevole. E' quindi completamente falso ed inventato il concetto espresso da Zoom: «il famoso decreto "salva contrade", tanto pubblicizzato dall'onorevole Ceccuzzi come un suo personale successo che sarebbe stato risolutivo per tutti i problemi fiscali del mondo contradaiolo, non avrebbe invece raggiunto il suo principale obiettivo, cioè quello di salvare, appunto, le contrade». La redazione di Zoom deve sapere, visto che non lo sa, che il "troncone fiscale contradaiolo" è diviso in tre parti ben distinte: il primo si ferma al 2003, e riguarda i processi tributari tuttora in corsa; il secondo comprende il triennio 2004-2006 e riguarda la celebre "scatoletta Simmenthal"; il terzo, per finire, va dal 2007 all'infinito. Ebbene di tutti questi tre tronconi, visto che la redazione di Zoom non lo sa, quello più tranquillo, dal lato fiscale, è proprio l'ultimo, dal 2007 all'infinito. Un periodo che è stato realizzato dal diretto interessamento di Ceccuzzi, l'onorevole, l'unico che, per il momento, è riuscito a portare consistenti benefici fiscali. Il percorso difficilissimo dell'attuazione di questi commi fiscali che danno tranquillità al mondo contradaiolo possono essere riassunti in due nostri precedenti articoli: Onorevole,_vai_e_torna_vincitore, il primo, e questo, che la redazione di Zoom, che non sa, dovrebbe quanto meno leggere. Se gli attacchi a Ceccuzzi, l'onorevole, vogliono ancorarsi su problematiche contradaiole, e di sezioni come questa, si sappia subito che noi ci troveremo accanto all'ex-Titì. Del resto, la prossima settimana dovremo mettere in chiaro anche la posizione del vero Sindaco di Siena Piccini, che abbiamo sempre difeso perché crediamo in ciò che scriviamo, su questa problematica, per lui completamente sconosciuta. E tornando, nell'attesa, all'articolo di mercoledì di Zoom, fa tenerezza rileggere le parole scritte da Piccini sull'argomento nel dicembre scorso: «si appronti una legge speciale per il Palio e le Contrade partendo dalla specificità dello Statuto del Comune di Siena». A parte che Ceccuzzi, l'onorevole, una legge speciale per il Palio di Siena ce l'ha da tempo tra le mani, il riferimento, un po' troppo forzato, fatto da Piccini sullo Statuto del Comune, là dove all'articolo 3 si parla delle Contrade, non è un'esclusiva del 2000, perché si tratta solo un po' di acqua riscaldata dei concetti espressi nel Regolamento del Palio del 1949, quando Piccini ancora non era ancora nato. Così, semplicemente. Sergio Profeti 5 marzo 2010 |