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La plateale divergenza fra Capitanbruschelli e Capitan Corbelli Se c'è chi abbocca non è colpa certamente né di Capitanbruschelli, né di Mariolino del Nicchione; la colpa è solo di chi crede e ne è convinto, ad esempio, che Capitanbruschelli possa ancora vincere il Palio di Siena. va detto che le due entità paliesche (il Mulino Bianco di Vagliano ed il Nicchio) stanno giocando alla perfezione le proprie carte, ma se si pensa che esistano ancora le cicogne-mamme, allora si vuole anche sfidare l'intelligenza più elementare. Cosa è accaduto? Capitanbruschelli sta andando a sbandierare ai quattro venti, compresi i 16 capitanini visitatori, a turno, del Mulino Bianco, che lui, Capitanbruschelli, vuole alla tratta di Provenzano tutti i migliori cavalli. Un'azione questa che vuole anche far pensare che esistano distanze lunghissime tra il Mulino Bianco di Vagliano e il mago-maghetto, generale o colonnello che sia, in procinto di bocciare Fedora Saura escludendola dal Fallimentone 2010. Dall'altra sponda, quella del Nicchio, Capitan Mariolino è, invece, intenzionato ad un livellamento in basso in modo tale da esaltare il motto paliesco: "la differenza la fa il manico". Due visioni paliesche, come si vede, completamente opposte e che vengono contemporaneamente lanciate nel mondo delle strategie per creare confusione, o almeno è questa la pensata degli ideatori. Gli incanti magici, gli abbocchi plateali, ormai, appartengono alla leggenda del Palio; oggi ci vuole ben altro per far abboccare l'ambiente. Ad esempio, ci avete pensato ad uno strappo intercostale a Capitanbruschelli il 28 giugno per evitare di correre nel Nicchio? 3 marzo 2010 |