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Restano pur sempre tappezzerie contradaiole

Una delle battaglie più caratteristiche di Sunto, edizione cartacea, riguardava la cosiddetta "tappezzeria contradaiola", vale a dire quel "movimento", esterno ma anche interno, che richiedeva la presenza di alfiere o Paggio Maggiore in qualsiasi occasione. Una delle Contrade, tra le prime, ad accorgersi dello sfruttamento esibizionistico a cui venivano sottoposte, fu il Leocorno che riuscì a non mandare gli alfieri in Piazza del Campo quando ci si trovò a "celebrare" il raduno annuale dei Bersaglieri. Da quegli anni sono passate alcune generazioni, forse una e mezzo, ma la mentalità della "tappezzeria contradaiola", pur avendo segnato il tempo, sta di nuovo dirompendo nelle cosiddette "usanze di Contrada". Merito della sempre più crescente presenza dei quattrogiornisti, i quali, non avendo conoscenza delle "cose di Palio e di Contrada", ritengono che basti una semplice innovazione per trasformarsi in "consuetudini", addirittura secolare. E' in quest'ottica che, abbandonata la "tappezzeria" con alfieri o Paggi Maggiori, si è arrivati ad una tappezzeria più "fine", ma, non per questo, meno plateale ed esibizionistica: la "tappezzeria dell'invito". C'è un quadro restaurato con i soldi della Muccona? Occasione dorata per invitare tutti: dall'onorando, al suo vice, dall'archivista (per portare in archivio il libro commemorativo), all'economo, al capitano, mangino, camarlengo, presidente di società, addetto ai giovani, presidentessa delle donne, e così via. C'è uno sgabuzzino restaurato con i soldi della Mucchina? Occasione dorata per invitare tutti: dall'onorando, al suo vice, dall'archivista (per portare in archivio il libro commemorativo), all'economo, al capitano, mangino, camarlengo, presidente di società, addetto ai giovani, presidentessa delle donne, e così via. C'è una conferenza intellettuale da seguire? Occasione dorata per invitare tutti: dall'onorando, al suo vice, dall'archivista (per portare in archivio il libro commemorativo), all'economo, al capitano, mangino, camarlengo, presidente di società, addetto ai giovani, presidentessa delle donne, e così via. Si potrebbe continuare all'infinito, anche con gli inviti, ma, fortunatamente, c'è da pensare alla Festa Titolare, quella che arriva per tutte una volta all'anno. Ed allora? Allora, seguendo un rituale completamente inventato e che non ha proprio nulla da spartire con la genuinità e con la tradizione, si obbligano dirigenti palieschi e di Contrada ad essere presenti nel momento del "passaggio dal territorio", in modo tale da scambiare due chiacchiere, tra un crodino e l'altro, o una patatina e l'altra. Guai a mancare e non essere presenti; alle prossime elezioni almeno 50 cancellature sarebbero assicurate. E' la versione moderna della "tappezzeria contradaiola" degli anni '70. Prima tutto questo non esisteva, anche se c'erano i quattrogiornisti. La problematica è che alcuni decenni fa le "innovazioni della tradizioni" non includevano i quattrogiornisti nel ruolo dirigenziale. Per tradizione.

2 marzo 2010