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La cacarella alla Martini

Pubblicata finalmente, almeno nel proprio vusei, la delibera dei cicini di izyno, a cui avevamo accennato ieri e che riguarda il rinnovo della convenzione con Monticiano per l'utilizzo della pista "Il Tamburo". Si tratta di una delibera, in un certo senso, storica perché ammette ufficialmente che il Comune di Siena ha curato fortemente l'ordinanza della segretaria-sotto Martini a tal punto da subire continui attacchi di cacarella. Se Siena ha paura, come devono agire le altre realtà italiane? La realtà è che a Siena non esiste una classe amministrativa capace di comprendere fino in fondo i danni che questa "cacarella alla Martini" produce per il meccanismo paliesco; izyno, come suo costume, non ha saputo produrre qualcosa di concreto con cui ribattere fermamente a dei concetti completamente inventati e derivati dai cicli mestruali del momento. Siena non ha nulla a che vedere con queste forme plateali di tutela equina, norme nate a casaccio e, a casaccio, entrate in vigore. Ma Siena deve avere pazienza per questi 13, forse 14, mesi che rimangono in attesa che izyno si levi finalmente dai coglioni e smetta di far danno alla città di Siena e al Palio. Visto, allora, che izyno è intenzionato a seguire le indicazioni della segretaria-sotto Martini, sarà opportuno che da questo momento ci sia, da parte nostra, un'attenzione particolare, proprio in relazione alle disposizioni contenute nella norma. prima di chiudere un piccolissimo risalto di come nel Comune di Siena non si riesca alla perfezione ad effettuare il copia incolla. Come si può tranquillamente vedere nei collegamenti che abbiamo evidenziato, il Comune di Siena, sotto la vigile cura e attenzione di Poc, il direttore, ha commesso il solito incredibile refuso che fa sbellicare dalle risate. Nella sua ordinanza la segretaria-sotto Martini parla di "Regio Decreto del 6 maggio 1940 n. 625" che, tradotto dagli "esperti" del Comune di Siena è passato come "Regio Decreto 6 maggio 1949 n. 635". Due errori di battuta in un solo rigo; per di più nel 1949, anche se Poc, il direttore, non era ancora nato, non poteva assolutamente esistere un "Regio Decreto". Così, semplicemente.

2 marzo 2010