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Ad un passo dalla deriva? Forse abbiamo fatto una scelta giusta, con l'edizione di Sunto in internet; quella cioè di non raccontare assolutamente nulla di ciò che si va ad intensificare all'interno delle Contrade in occasione dei rinnovi dirigenziali. Una scelta dettata, prima di tutto, dalla mancanza di stimoli per avere sotto controllo tutte quelle "disposizioni elettorali", che si vanno ad intensificare con il passare delle settimane, in tutte le Contrade. Riteniamo, sinceramente, che questa scelta sia stata azzeccata. Essere, comunque, distaccati dal fornire l'informazione non ha significato certo la mancanza di raccogliere continuamente notizie sui lavori delle varie Commissioni elettorali in questi anni di vita di Sunto in internet, a tal punto che con tutto il materiale raccolto ci sarebbe da scrivere una serie di puntate di grande attualità. La sensazione che, comunque, emerge è quella di trovarsi davanti ad un vicinissimo punto di rottura da parte dell'intero meccanismo contradaiolo. Agli inizi degli anni '70, ma l'apice si è raggiunto progressivamente dagli anni '80 a quelli attuali, si è assistito ad un avanzato peggioramento di quello che, con vanto, veniva pubblicizzato come l'habitat contradaiolo: un misto di amicizia, cordialità, ma, soprattutto, di rapporti di fratellanza. Habitat che oggi si riscontra solo in occasione dei funerali; per il resto si è assistito ad una decisa configurazione del motto "divorziati in casa". Se la fascia di età, che oggi dovrebbe creare e costruire il futuro di questi organismi secolari, potrebbe essere ricercata tra i 24 ed i 35 anni c'è da chiedersi con quanta poca conoscenza delle "cose di Contrada e di Palio" sia stata costruita, dagli attuali super-cinquantenni, questa futura classe dirigente. Certo, l'"atmosfera" sociale, che l'intera comunità senese vive nel quotidiano, non è poi così diversa dal resto d'Italia, per cui avvicinarsi con il piede sbagliato agli incarichi, che assaporano il gusto dell'antico, significa soprattutto non capire cosa significhino quelle strade ricche di ricorsi e di sensazioni, proprio perché ricordi e sensazioni non sono stati né tramandati, né raccontati con le giuste cadenze. Se è vero che sono venute a mancare le indicazioni degli ultra-cinquantenni, è altrettanto verso che il progressivo allontanarsi dalle "strade ricche di ricordi e di sensazioni" è stato caratterizzato dall'evolversi, troppo repentino, dei tempi sociali del vissuto quotidiano. Forse è in questo facile ingranaggio che vanno ricercati i motivi per cui, oggi, il mondo delle 17 Contrade si trova proprio ad un passo dalla deriva. La diabolica voglia di mettersi in mostra, quell'esibizionismo dell'essere e l'incessante platealità di atteggiamenti e modi di comportamento, rappresentano le inquietudini con le quali il futuro contradaiolo deve confrontarsi per non andare alla deriva. I ritmi attuali rappresentano un negativo modo di crescita di una comunità contradaiola che ha perso gran parte del suo fascino e delle sue radici. Con l'ipocrisia, ormai, non si incanta più nessuno, nemmeno se stessi. Ed allora ci chiediamo: siamo proprio ad un passo dalla deriva? Sergio Profeti 1 marzo 2010 |