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Quella supe-sputtanata di izyno che si chiamava fondo arabo Grazie all’immancabile, ed esclusiva, intervista rilasciata con esuberanza da Poc, il direttore, alle colonne de La Nazione, siamo tutti venuti a conoscenza che, per il 2010, non esisterà più quell’assurda divisione economica di “razzismo equino” tra fondo arabo e fondo inglese. In verità la notizia non è poi così esclusiva, poiché izyno, allorché incontrò i Capitani agli inizi di dicembre, parlò sempre di una certa differenza tra i due “fondi”, molto più ravvicinata rispetto alla netta differenza (il 50%) finora attuata. Evidentemente Poc, il direttore, ha maggiori poteri di izyno, se il contributo è stato “parificato”. Si chiude così l’ennesima pagina negativa di izyno per passare alla storia del Palio. In pratica si tratta di una super-sputtanata, seconda nella classifica ideale solo a quella di Mociano. L’idea di favorire il fondo arabo in Piazza del campo porta la firma di Raffaello Ciampoli, nel momento in cui entrò a far parte dello “splendido” gruppo dei Veterinari di Palazzo e del Fallimentone. I risultati, soprattutto in quelli delle scelte dei capitanini, hanno bocciato di fatto il fondo arabo che si è dimostrato non particolarmente adatto sul tufo di Piazza del Campo e, soprattutto, tra i canapi. Il concetto ispiratore di Ciampoli consisteva nella riduzione della velocità nelle curve, un falso problema perché le statistiche sugli infortuni dimostrano l’esatto contrario: più i Palii sono veloci e meno infortuni avvengono, anche nelle cosiddette retrovie. Per sfatare, comunque, l’idilliaco amore di Ciampoli verso il fondo arabo ci ha pensato Fedora Saura, anche se il suo papà è un mezzosangue di origine molto, ma molto, incerta. Che bello, però, dopo anni constatare che le nostre critiche risultano sempre perfette ed incentrate sul problema. Coraggio Siena, ne mancano solo 12. 23 febbraio 2010 |