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Come si può pensare che l'Unire sia cristallino?

La cancellazione dell'attività ippica in piazze di rilievo europeo, come Roma e Milano, offrono motivi di lettura che riguardano la stampa specializzata, ma che, al tempo stesso, implicano attenzione anche da parte di ben altre realtà equine. Siena inclusa. La segretaria-sotto Martini, infatti, in un primo momento aveva preso spunto, per dettare un'assurda normativa sulle corse dei cavalli, proprio dall'Unire a tal punto che il 15 luglio 2009 in una conferenza, poi annullata, prevedeva che la sua ordinanza si titolasse: “ Divieto di manifestazioni popolari pubbliche o private, nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli ippodromi ufficialmente autorizzati”. Vale a dire che si poteva correre solo negli ippodromi Unire. Lo sfascio economico dell'Unire, dovuto anche alla sfiducia degli scommettitori visto che la maggior parte delle corse viene truccata, è lì a dimostrare l'effervescenza dell'azione della segretaria-sotto che ha basato tutta la sua azione su un soggetto, l'Unire appunto, abbondantemente al di là del disastro. C'è di più. C'è un altro figlioccio dell'Unire, Unirelab, che si inalbera, dalle colonne del compiacente Libero, se qualcuno, come la rosea di Milano, osa mettere in dubbio la validità di certi esami antidoping. Ed allora, ci chiediamo: com'è possibile pensare ad un Unire cristallino, soprattutto alla vigilia della sua soppressione? E, soprattutto, è giusto prendere ad esempio questo scempio italico che per sopravvivere ha bisogno di consistenti aiuti statali? Per la segretaria-sotto l'effervescenza, che l'ha caratterizzata nella sua azione, evidentemente non conosce il termine cristallino.

16 febbraio 2010