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Quella buffonata che è l'Albo dei cavallai Adesso che sono chiuse le iscrizioni per l'ennesima buffonata contemplata, da sempre, nel regolamento del Fallimento, è opportuno analizzare come sotto il patrocinio di izyno, Poc, il direttore, rappresenti, per questi ultimi 14 mesi di dominio, un pericolo per la Festa. Che quella dell'Albo dei proprietari rappresenti un non-senso per l'attività paliesca, e, di conseguenza, una buffonata, è un dato di fatto che, proprio nella ri-iscrizione, trova le basi delle sua fondamenta. La platealità, di diffondere come "eventi eccezionali" delle semplici bischerate organizzative, sembra rappresenti una componenti, semi-esclusiva, di un ufficio amministrativo che, nel momento in cui izyno l'avrebbe concepito, si è contraddistinto per i continui errori organizzativi, per la non-competenza nella materia equina, e, per di più, per gli atteggiamenti di inter-amicizia che sono sbocciati anche nell'elargizione dei soldi della Mucchina, come è ampiamente dimostrabile in qualsiasi sede. Provare per credere. L'Albo dei cavallai, nella sua versione attuale, non è altro che una ribollita del precedente, concepito questa volta con tanta esuberanza di fumo che non può costituire assolutamente una novità. Tutt'altro. L'Albo lo abbiamo sempre definito come una forma di "prestanome" costante e tale rimane ancor oggi. Anche se si è assistito ad una processione di persone presso l'ufficietto di Poc, il direttore, resta pur sempre vivo la concretezza che molti nominativi siano usati solo come semplici prestanome che non garantiscono tutte quelle credenziali che si vorrebbe esaltare. Fumo negli occhi e, purtroppo, si continua sempre ed esclusivamente a gettare fumo negli occhi per ingannare non tanto l'esterno, quanto l'interno. Si vuole fornire, o far vedere, una realtà, anche organizzativa, che non esiste e, sinceramente, non può esistere. Quando nel 1999 il vero Sindaco di Siena realizzò il Fallimentone, seguendo le indicazioni di Marco Roghi, voleva creare un gruppo di persone affidabili e conosciute con cui realizzare un progetto, il Fallimentone appunto, in cui ruotassero una quarantina di soggetti seguiti meticolosamente e, altrettanto meticolosamente, sostituiti. A parte l'arrivo amministrativo di izyno, il progetto era, ed è, destinato ad un fallimento, soprattutto per quanto riguardava la componente umana, cioè i cavallai. La dimostrazione si ha proprio adesso che Poc, il direttore, sembra orientato a scoprire, e valorizzare, l'acqua calda. La ri-iscrizione all'Albo non garantisce nulla, ma proprio nulla, rispetto al passato, soprattutto perché viene a mancare un continuo monitoraggio sulle condizioni dettate dalla norma del Regolamento del Palio, una norma che Piccini inserì con uno specifico scopo. Attualmente la ri-iscrizione non ha fatto che aumentare la prassi burocratica amministrativa, anche perché il cosiddetto "monitoraggio equino" viene brillantemente, a norma di legge, svolto dagli uffici dell'Asl locale. Il Comune di Siena deve recuperare un ruolo che il concetto di "essere bravi", incorporato dalla presenza delle Quattro Marie, non rientra nelle mansioni amministrative del profilo equino. La situazione grottesca, che riguarda l'ufficietto di Poc, il direttore, è che tutta questa massa cartacea, tra 14 mesi scomparirà in modo definitivo. La fortuna di Suor Eginolfa è abbastanza intuibile. Quando nel settembre 2011 si dovrà pensare all'attività equina del 2012, il Fallimentone non esisterà più, per cui anche l'Albo dei Proprietari sarà solo un cattivo ricordo della disastrosa vita amministrativa sotto izyno. Così, semplicemente. Sergio Profeti 15 febbraio 2010 |