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Ad ottobre alle Fornaci il più prestigioso premio italiano Parigi vanta il Premio dell'Arco e Siena non poteva certamente pensare di continuare ad essere relegata come un semplice galoppatoio e, per di più, senza Premi così altisonanti. Ed allora ecco la mirabile strategia di Cicione e Fra Masymetto, sotto la direzione (esperta) dell'immancabile izyno. Questa volta è opportuno recitare il mea culpa e porgere le più sentite scuse a tutti e tre questi meravigliosi amministratori della città di Siena. Ebbene sì, abbiamo proprio sbagliato. All'indomani della cancellazione delle corse ippiche di Milano, Livorno e Roma, da parte dell'Unire, tutto è apparso così chiaro e semplice, a tal punto che non si riesce a comprendere la nostra cecità al riguardo. Il provvedimento dell'Unire, di cui parliamo in altra parte, nasconde, in verità, una periodica collaborazione tra Siena e Roma, per far sì che il nuovo impianto sportivo delle Fornaci possa competere addirittura con l'Arco parigino. I risparmi economici delle corse di Milano, Livorno e Roma saranno tutti dirottati verso Siena con un montepremi da capogiro: oltre 2 miliardi di euri. Adesso si comprende benissimo il perché dei viaggi, in macchina blu costante del Comune di Siena, effettuati da Cicione e Fra Masymetto alla volta dell'Unire; il segreto è l'istituzione di questo super-ricco premio che inorgoglisce la città di Siena. La Parigi ippica possiede l'Arco di Trionfo? ebbene a Siena abbiamo nientemeno che il «Sottopasso di Fra Masymetto». Ad ottobre, proprio dopo l'appuntamento parigino. 15 febbraio 2010 |