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Fornaci: la supersputtanata di Cicione, izyno e Fra Masymetto

Oggi in Commissione Agricoltura alla Camera ci sarà il passaggio definitivo di nomina di Baggio alla presidenza dell’Unire, prima che l’ente, pieno zeppo di debiti, venga definitivamente cancellato in quanto ente inutile. La drammatica situazione in cui versa l’ippica nazionale richiede un provvedimento drastico che possa, definitivamente, far ripartire l’attività, senza eseguire ulteriori e costosi rattoppi. L’Unire deve sparire ed affondare solo perché è giusto che sia così e, soprattutto, per eliminare quella ciurma che ne ha caratterizzato l’esistenza. Con la cancellazione dell’Unire si vanno ad infrangere quelle sciocche filosofie applicative con cui la segretaria-sotto Martini ha pensato di terrorizzare la concretezza delle realtà equine dell’Italia. Ma la cancellazione dell’Unire significa un ulteriore sputtanata per le “tre meraviglie” che il Comune di Siena può vantare: izyno, il peggiore amministratore della città di Siena dal 1260 ad oggi, il Cicione, in cerca di una nuova configurazione politica, e Fra Masymetto, il celebre responsabile dell’affondamento delle Fornaci. Tuttie e tre, oltre ad invitare i massimi responsabili dell’Unire a vedere il Palio, hanno garantito una spesa eccessiva alla comunità senese per dotare il galoppatoio delle Fornaci come richiesto dalla stessa Unire, con tanto di torrette per le riprese televisive. Allorché ieri sul quotidiano Il Giornale emergeva chiaramente il rischio della chiusura di piazze di massimo prestigio ippico, come quelle di Milano e Roma, c’è da chiedersi, senza alimentare alcun tipo di polenica, il motivo per cui certi personaggi, che pensano anche di essere considerati “amministratori della città”, non abbiano avuto quell’umiltà necessaria per ridimensionare i propri sogni elettorali. Si pensa solo di tenersi buoni una manciata di voti, piuttosto che gestire, con criterio, consapevolezza e attitudine, il ruolo che, purtroppo, le “tre meraviglie” ricoprono. Fino al 2011, poi tutti a casa, anzi a letto. Così, semplicemente.

La numerosa Redazione di Sunto

10 febbraio 2010