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Sette sorelle per distruggere Vagliano?

Aquila, Leocorno e Selva sanno di poter correre a luglio; Chiocciola, Lupa, Onda e Valdimontone sono in attesa dell'evento positivo del 30 maggio. In totale sono in sette: sette sorelle per distruggere il potere di Vagliano. Se a loro si sommano la Giraffa e l'Oca, che, nello scacchiere di febbraio, sembrano tenere il piede un po' dentro e un po' fuori il fossato del Mulino Bianco di Vagliano si arriva alla considerevole cifra di nove Contrade. A queste va aggiunto il Drago che, con Capitano Toti, fa solo gli interessi del Drago ed è lontano anni luce dalle quotidiane visite al Mulino di Vagliano. Sette sorelle, comunque, che sembrano fortemente intenzionate a creare quella "turbativa" necessaria ad isolare non tanto Capitanbruschelli, quanto il predominio economico del Nicchio, con Capitan Corbelli che ha compiuto un piccolo capolavoro nel rendere inefficace l'alternativa economica di Salicotto. L'impressione che si avverte, all'interno di queste sorelle, è che si respiri quella necessaria atmosfera che fa sempre pensare che uniti non si vince, ma disuniti si può cogliere il successo. Disuniti, ma anche uniti solo nel rendere inefficace la strategia, meticolosa e ben orchestrata, che il Mulino Bianco di Vagliano ha intenzione di ricostruire seguendo il solco di Kamollia 2008. Certo, le sette sorelle sanno benissimo che i loro sette fantini (alias i fantini che vanno al canape) resteranno sempre più sensibili a quello sfarfallio colorato, piuttosto che ai grembiuli casalinghi, ma hanno, altresì, la consapevolezza che certi messaggi possono garantire maggiormente un'equilibrata suddivisione degli introiti. Se il Mulino Bianco di Vagliano perderà il prossimo Palio di Provenzano, la distruzione del potere è un fatto certo.

9 febbraio 2010