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Le disposizioni equine di Capitanbruschelli

Anche se è sempre più probabile che il 29 giugno Capitanbruschelli comunicherà, da Vagliano, la sua decisione di correre nel Bruco e spedire, nel Nicchio, l’ex-generino Zeddino, questi quattro mesi e mezzo che ci dividono dall’”evento del secolo” (il no di Capitanbruschelli al Nicchio) servono per limare ulteriormente gli ultimi ostacoli equini del 2010. Capitanbruschelli sta elaborando, grazie soprattutto al fascino che esercita nei confronti del mago-maghetto e di tutta la struttura organizzativa, che fa capo a Poc, il direttore, un altro colpetto alla maniera di Provenzano 2008, quando, solennemente, dette la parola a Capitan Corbelli che avrebbe montato nel Nicchio se fossero arrivati o Elimia o Ermellyno. Sia Elimia, che Ermellyno risultarono assenti alla tratta. Adesso Capitanbruschelli sta perfezionando le esclusioni eccellenti  di Fedora Saura e Già del Menhir, come è già accaduto per agosto 2009. Questa volta il compito appare molto più facile, in considerazione del fatto che ben quattro Capitani su sette (Bruco, Nicchio, Torre e Giraffa) sono scrupolosamente allineati al suo volere. Occhi puntati anche per l’esclusione di Istriceddu per questioni logistiche. Un’eventuale accoppiamento, infatti, con il Nicchio darebbe inizio ad una noiosa trattativa per giustificare la scelta del cavallo del Bruco. Logico, infatti, pensare che Capitanbruschelli cerchi, con insistenza, un quadro particolarmente orientato sui 77 secondi per tre giri, anche per sfatare il detto, tutto senese, che sia il “manico a fare la differenza”. La differenza, appunto, di scendere dal Nicchio per correre nel Bruco.

4 febbraio 2010