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Quel Disgraziato del 2011 ed i ritocchi al Regolamento del Palio

Una delle più grandi fortune che abbia avuto il Palio di Siena, in questo disgraziato periodo della gestione di izyno, riguarda l'assoluta mancanza di modifiche regolamentari con il sigillo, appunto, di izyno. Una fortuna incredibile perché tutto resta perfettamente immacolato, permettendo così a quel Disgraziato del 2011 di poter intervenire con intelligenza e senza dover ricorrere a rattoppi per sbiancare i danni procurati da izyno alla Festa. Pensare che il Regolamento del Palio sia intoccabile è il miglior biglietto da visita perché la Festa vada, progressivamente, a perdere quel fascino che la lega all'attualità del sociale vissuto. Il merito di izyno è sta quello di non capire assolutamente nulla in fatto di Palio e di Regolamento, una vera boccata d'ossigeno per la Festa in questi disgraziati dieci anni; questo "vantaggio" alla comunità paliesca non significa, comunque, che il Regolamento del Palio non debba essere "ritoccato", termine molto diverso dal "rattoppo". Quel Disgraziato del 2011 dovrà, con facilità, comprendere che i ritocchi devono essere indirizzati verso quelle norme, inserite a mosaico, che, validissime nel momento in cui sono nate e confacenti alle richieste sociali del momento, oggi risultano non tanto superate, quanto un vero peso per la struttura amministrativa. La situazione, adesso, che si va a formare con il voto alle donne dell'Oca crea quelle situazioni negative per l'intera organizzazione paliesca della quale, ovviamente, il Comune di Siena non può farsi carico. L'intelligenza di quel Disgraziato del 2011 dovrà, infatti, mettere sul piatto delle modifiche, e dei ritocchi, tutta quella serie di articoli che ormai non competono più alla soprintendenza e patrocinio del Comune, ma, bensì, richiamano, come prescrive lo stesso Regolamento, l'organo che rappresenta tutte le Contrade, il Magistrato. La fortuna dell'incompetenza paliesca di izyno non può essere né dimenticata, né stracciata. Il Palio, per continuare negli anni, necessita di sapersi adeguare alla mentalità sociale del periodo storico che attraversa.

25 gennaio 2010