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Non sono i millimetri che evitano gli incidenti sul tufo

La Festa, in questo disgraziato decennio della gestione di izyno,  ha dovuto fronteggiare un esercito di veterinari che non hanno mai avuto una conoscenza diretta di cosa significhi portare un cavallo dentro una stalla di Contrada. L’eccezione di marco Roghi è, appunto, la più evidente dimostrazione di cià che abbiamo appena affermato. Conoscere il cavallo da Palio significa, soprattutto, capire, e conoscere, cosa sia una stalla di Contrada, quali siano le richieste tecniche, quali, infine, le strategie paliesche. In un più chiaro termine che raggruppi tutto ciò: capire il Palio di Siena. Le Quattro Marie, che si esaltano, assieme ad izyno e ad una struttura organizzativa rabberciata e di solo riempimento amministrativo, per una mancanza di zampe ciondoloni a S. Martino, rappresentano il peggior risultato di salvaguardia equina che sia mai esistito a  Siena. Giovagnoli, una delle Quattro Marie, ad esempio, acquistando un pezzo unico, il metro metallico londinese, del cui acquisto si è vantato pubblicamente, ha permesso di toccare il vertice di questa corrente di incompetenza paliesca che domina la scena equina del momento, non avendo assolutamente quella capacità per individuare e valutare se un cavallo sia perfettamente addestrato o in grado di poter correre in Piazza del campo. Misurare all’estremo la circonferenza dello stinco con un filo di acciaio, senza capire se l’insieme del soggetto era, o meno, in grado di calcare il tufo, rappresenta un chiaro segnale del fondo del barile toccato dall’organizzazione paliesca grazie, soprattutto, all’incompetenza specifica di izyno e C. Ancora non si riesce a capire, né a comprendere, che gli infortuni sul tufo non avvengono per un millimetro scarso di stinco, bensì per quell’insieme di elementi che costituiscono la preparazione, non-equina, di ciascun Palio. Non oltrepassare Capitanbruschelli, ad esempio, serve alla Festa più di una misurazione e di un continuo cambio di misure. Seguire le traiettorie di Capitanbruschelli serve, al palio, molto di più degli appunti di Giavagnoli, intento ad annotare se un cavallo morde o lecca il canape. Il Palio ha necessità di veterinari che conoscano il Palio, perché solo così sapranno individuare quel cavallo, con un millimetro in più o in meno, adatto per correre sul tufo. E senza spendere soldi pubblici in cene conclusive per il prossimo convegnottolo. Tra 15 mesi e mezzo si saranno levati tutti dai coglioni, izyno e C. compresi. Così, molto naturalmente.

Sergio Profeti

13 gennaio 2009