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La consolidata ribollita dell'Udc senese

Come avevamo in precedenza annunciato, si è tenuta la non-temibile conferenza stampa dell'Udc senese che, nella pratica, si è trattata di una riscaldata della ribollita a cui gli onorandi del periodo avevano già assistito. A parte la mancata convocazione per la nostra redazione, ignorata, secondo le direttive di izyno, perché in grado di riposizionare i puntini sulle "i", è da evidenziare che l'Udc senese, di capitan Giacomelli, ha pensato di mettere in atto questa teatrale rappresentazione senza interessare il massimo organismo contradaiolo, quello diretto dal Priore della Chiocciola Roberto martinelli. Insomma, l'Udc senese, nel vano e costante tentativo di piantare la bandierina su un'iniziativa nella quale è sempre arrivato dopo l'ultimo, non è riuscito ancora a capire, e comprendere, che l'equiparazione del mondo contradaiolo con la fiscalità delle Onlus non solo è stata respinta con forza, fin dagli "inviti" dell'allora comandante senese della GdF Marongin, ma costituirebbe un vero invaso di sabbie mobili da cui, la "storicità delle Contrade" vedrebbe la sua definitiva caduta. L'iniziativa di fine anno dell'Udc senese segue il maldestro tentativo, dalle colonne di Zoom, dell'ex-vero Sindaco di Siena Piccini di un attacco specifico in chiave "politico-programmata" su un'iniziativa, quella dell'onorevole Ceccuzzi, che necessita di ulteriori puntini sulle "i". Ma, per questo, c'è ancora tempo. Tornando all'appuntamento di fine anno dell'Udc e grazie alla rassegna stampa, pur mancante della firma locale più prestigiosa, si ha un quadro della quadriennale ribollita sulla fiscalità contradaiola. L'illustrazione di capitan Giacomelli è drammaticamente comica, soprattutto perché non è riuscito a capire che l'emendamento alla Finanziaria 2007, studiato dall'onorevole Ceccuzzi con il mondo contradaiolo, non poteva essere limitato ad interessi localistici, proprio perché inserito in una legge dello Stato com'è quella annuale della Finanziaria. In secondo luogo, occorre puntualizzare che la cadenza annuale della richiesta di esenzione, che possiede sempre una copertura finanziaria perché legge dello Stato e non abolita con altra legge, è determinata dal semplice fatto che il Palio di Siena viene corso ogni anno ed ogni anno il mondo contradaiolo si trova a dover corrispondere quell'esenzione fiscale creata non con le chiacchiere e le bandierine dell'Udc senese e di Pietraserena. Adesso che tutti hanno la soluzione vincente in tasca, Piccini compreso, sarà opportuno ripercorrere tutte le tappe della vicenda, non ancora conclusa visto il contenzioso presente nella Corte tributaria fiorentina, da dove emergerà che, nonostante tutto, le Contrade, e le rispettive dirigenze, non hanno ancora capito che le attività commerciali non hanno nulla di "cultura paliesca", né di storicità secolare. Un ultimo appunto sulle illustrazioni di capitan Giacomelli e che riguardano l'esponente dell'allora An Lorenzo Rosso. E' opportuno che Giacomelli si metta il cuore in pace; se non ci fosse stato il pendolarismo tra Siena e Roma di Rosso, nel 2005 non si sarebbe toccato l'apice della credibilità del mondo contradaiolo nelle aule parlamentari, con l'audizione in Commissione Finanze. Purtroppo a quell'appuntamento arrivarono l'allora onorandone Paulesu ed izyno, una grandissima occasione persa. Ma questo è un altro capitolo della vicenda. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

11 gennaio 2010