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Il ritorno ai nomi del passato Ci troviamo davanti ad una pagina complessa della storia delle Contrade in questo primo decennio del nuovo secolo, una pagina che richiede attenzione e produce motivi di studio approfondito. Il massiccio ritorno in questo secolo di "nomi del passato" è l'argomento storico di cui vogliamo occuparci, non tanto in questa occasione ma, soprattutto, in quelle che seguiranno. Ci si chiede di spiegare il motivo per cui le Contrade non riescano ad individuare volti nuovi e debbano ricorrere al passato per completare il nome delle caselline dell'"onorando" e del "capitano". E la spiegazione non è certo facile, né semplice, soprattutto perché si va ad intaccare meccanismi interni che dall'esterno vengono sempre commentati un po' alla carlona. Sta di fatto che in questo inizio di secolo, mai come nel passato, si è assistito ad un ritorno di numerosi soggetti che avevano occupato lo stesso ruolo, con alterni risultati. Ed è in virtù proprio di questo nuovo ingranaggio storico che occorre riporre attenzione e curiosità. Alla domanda del perché occorrerà dare una risposta precisa e che non possa ricalcare la faciloneria della cosiddetta "crisi". Chi torna a rimettersi in gioco, nel mondo contradaiolo, non può considerarsi il "salvatore della patria" del momento. Verrebbero meno quelle qualità che, oggi, emergono in modo più convinto del recente passato. Ma allora, perché non emergono i volti nuovi della Contrada? 21 dicembre 2009 |