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Anche la Fei segue il sentiero tracciato dal vero Sindaco di Siena

La Fei, l'organizzazione internazionale equestre presieduta dalla principessa Haya di Gordania, ha approvato, nella sua assemblea generale di fine novembre a Copegressive, la "progressive list" cioè una lista di sostanze farmacologie che possono essere somministrate, in tempi e dosaggi scrupolosamente indicati, ai cavalli prima dell'impegno sportivo. In pratica la Fei arriva 10 anni dopo la soluzione vincente che la città di Siena si impose per salvaguardare la sua Festa ed il suo principale attore: il cavallo. Inutile stare ad evidenziare il grande intuito che il vero Sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, ebbe allorché incaricò il professor Soldani e mise all'opera il suo gruppo operativo amministrativo per stilare quella pietra secolare che è costituita dal Protocollo sull'uso dei farmaci; un sentiero vincente e, come dimostra la Fei, assolutamente all'avanguardia. Al di là delle polemiche sulla decisione della Fei, la maggior parte relativa ai tempi di attuazione tanto che la nuova normativa della Fei entrerà in vigore agli inizi di aprile per permettere a tutte le federazioni mondiali un maggior tempo di organizzazione, va rilevato che la decisione è stata accolta in modo assolutamente positivo dall'Usef statunitense che, senza tanti fronzoli, ha definito la "progressive list", cioè il nostro protocollo sui farmaci, "un passo avanti nell'impegno a tutelare il benessere animale". Concetto questo ampiamente radicato a Siena dal 1999, cioè dall'intervento deciso di Piccini. Significative sono poi due posizioni di persone vicinissime al mondo del Palio di Siena: il colonnello Adriano Sala, presente in sede legale nella difesa del Palio, e il veterinario ufficiale del Magistrato delle Contrade Gaetano Mari. Sala, in un'intervista rilasciata a Libero (il quotidiano è tra i più purgati su questo concetto di salvaguardia equina), è stato molto esplicito, dimostrando di aver ben presente, a differenza delle Quattro Marie, cosa significhi cavallo-atleta. Sala ha affermato: «Ritengo faccia molto più male al cavallo la diatriba scatenata che un grammo di fenilbutazone, somministrato secondo regole e controlli. Si sta verificando che i nostri figli sopra la sella possono legittimamente tutelare la loro salute assumendo quelle sostanze che ai nostri cavalli sotto la sella sono vietate. E non mi si dica che il cavallo non può scegliere: chiedo allora se il cavallo ha mai scelto di essere castrato, se ha mai scelto la partner per la monta, se gareggiare ed in quale disciplina farlo e così via. Insomma è ora di mettere al bandi l'ipocrisia». Mari, che naturalmente viene tenuto fuori dai margini palieschi da parte del colonnello-generale mago-maghetto, ha sostenuto, dalle colonne de La Nazione, che: «L'indirizzo presso dalla Fei è quello già ufficializzato dall'ippica di alcuni paesi. Ad esempio gli Stati Uniti dove esiste già l'elenco delle sostanze consentite, ognuna con le 'soglie'; un impiego controllato compatibile con il benessere del cavallo». 1999, l'anno in cui nacque il Protocollo sull'uso dei farmaci. Per fortuna quel giorno izyno non c'era. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

21 dicembre 2009