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Come fa izyno a pensare di conoscere il Regolamento del Palio più dell'ex-vero Sindaco di Siena? Le violente battute, che hanno visto il Consiglio comunale tornare a parlare di problematiche contradaiole, di martedì 8 a microfoni spenti, che non erano spenti, hanno messo in luce tutta l'arroganza, dietro la quale izyno nasconde la sua incapacità nel ricoprire un ruolo così delicato. E quando si auto-convince (concetto diverso dal pensare) di aver ragione, riesce sempre a caricarsi oltre ogni considerazione lecita a tal punto che sbatacchia inesorabilmente davanti al suo personale muro di sputtanate. Martedì, tra le violente e accese discussioni, ha avuto un feroce battibecco con l'ex-vero Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini) ed aspettiamo la pubblicazione all'Albo pretorio dell'intera sbobinatura per comprendere fino a che punto ci sarà da divertirsi. Allo stato attuale possiamo sorridere al solo pensiero che izyno pensi di conoscere il Regolamento del Palio in maniera più approfondita di quella dell'ex-vero Sindaco di Siena. izyno, infatti, pensava di zittire Piccini allorché ha affermato, più o meno: «Come fa, lei consigliere Piccini, a venirmi ad insegnare il Regolamento del Palio se nel 1991 il 3 luglio ha fatto riallineare le Contrade con lo stesso ordine del 2?». E, Piccini di rimando: «Semplice, perché il 2 luglio 1991 non c'è mai stato nemmeno un abbassamento dei canapi e la rincorsa non era mai entrata dentro i canapi». I fatti si sono svolti come Piccini ha raccontato. Quel 2 luglio 1991 non solo il Nicchio non ha mai abboccato un ingresso al verrocchino, ma i canapi non si sono mai abbassati; circostanza questa che non ha alcun significato regolamentare. Ha significato regolamentare, invece, che il Nicchio non abbia mai pensato di entrare, per cui non si è mai potuto parlare di mossa annullata, o di intenzione del Mossiere di annullare la mossa, semplicemente perché questa non si è mai verificata. izyno non lo sa, ma quattro anni prima, cioè nell'agosto 1987, si era assistito ad una forzatura del Regolamento del Palio da parte dell'allora Sindaco Mazzoni della Stella. Il Drago, o, meglio, Martino, non aveva assolutamente la pur minima idea di entrare, neppure con la guardia Romboni a trainarlo dal morso verso il verrocchino. Cosa fece allora D'Inzeo, dietro segnalazione di Mazzoni della Stella? Fece scoppiare il mortaretto, issò la bandiera verde sul Verrocchio, riportò con tutti i fantini e Capitani nell'Entrone e cambiò la busta; con il Drago, in modo irregolare, che fu costretto ad entrare per primo, pur essendo quarto. Facile immaginare quante, e quali, serie di polemiche subentrarono alla forzatura operata da Mazzoni Della Stella. Quattro anni dopo il Sindaco (vero) Piccini non poteva certamente emulare il suo predecessore, quindi nessuna forzatura nei confronti del Nicchio e Palio inevitabilmente rinviato per oscurità al giorno successivo. Ma ci domandiamo, pensa veramente izyno di insegnare il Regolamento del Palio a Pierluigi Piccini? Ed a microfoni quasi spenti la battuta arrogante di izyno: «Stai a vedere che ci vuole uno di Piancastagnaio ad insegnarmi il Regolamento». Ebbene, proprio uno di Piancastagnaio può insegnare ad izyno il Regolamento del Palio. Provare per credere. Così, semplicemente. Sergio Profeti 10 settembre 2009 |