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Civetta: il coraggio di una sfida Ore 2,53 del 2 luglio 2009: è questa la data in cui è arrivato, presso la nostra Redazione, il Comunicato della Priora Contrada della Civetta attraverso il quale veniva, con coraggio, portato alla luce ciò che era accaduto nel corollario dell'infortunio a Iesael. Era un comunicato che izyno avrebbe potuto evitare se la sera stessa dell'infortunio si fosse recato, assieme ai tre Deputati della Festa, per creare quel tipo di reciproca collaborazione attraverso il quale la Festa avrebbe, in parte, superato un momento abbastanza delicato. Al contrario, izyno si è limitato a ricevere, da solo e senza la presenza delle Tre Marie, la dirigenza della Civetta non fornendo loro quel tipo di rapporto che nasce attraverso una serie infinita di incontri con le dirigenze attraverso gli anni, come riusciva a fare nel recente passato l'ex-vero Sindaco di Siena. Il Comunicato, delle 2.53, è la conclusione di una serata da dimenticare, ma che non si può dimenticare. Rappresenta la risposta diretta ed immediata al comportamento assurdo ed inconcepibile tenuto dalle Tre Marie, che, anziché trovarsi con izyno per analizzare, assieme alla dirigenza della Civetta, la situazione, si sono precipitati al Ceppo, dove sono arrivati abbondantemente secondi su due concorrenti, per reperire prove con cui avrebbero voluto scaricare le proprie lacune informative sugli altri, alla maniera indiscussa del comportamento che izyno ha imposta da anni alla popolazione contradaiola. Le responsabilità sono sempre degli altri, come era avvenuto nel luglio 2007 quando lui, izyno, rientrò abusivamente nello stanzyno. Il Comunicato contiene dei passaggi che mettono in risalto ciò che i nostri tre, quasi due, lettori quotidiani conoscono da almeno 6 anni, da quando il celebre mago-maghetto Reitano, che, per il momento, è sempre Colonnello dell'Esercito Italiano, tremò davanti alle responsabilità penali che lo investirono sui casi di Big Big e Alghero. E nel Comunicato, che è una sfida vera all'organizzazione, molto approssimativa, che fa capo ad izyno non si leggono assolutamente quei passi sul passato recente di Iesael, che, quanto meno, dovevano essere a conoscenza di Poc, il direttore, e da questi filtrati verso le Tre Marie. Poi è normale che, essendo un cavallo allenato dall'Atzeni, i 10 Capitani, anzi tutti e 17, optino per la sua presenza, trattandosi di passaggi palieschi su cui è inutile soffermarci, perché a conoscenza di tutti. Ma quello che non riusciamo a comprendere, come accadde sulla presenza ad agosto di Desmon, è il motivo per cui ci si ritrovi, sempre quando gli eventi sono compiuti, ad accurate analisi su meccanismi organizzativi che, al contrario, vengono accettati in toto e senza la pur minima eccezione. Nessuno mai, da anni e anni, si è permesso di affrontare la situazione e di assumere coraggiosamente una posizione che andasse contro l'operato organizzativo di una macchina che non sa assolutamente cosa sia il Palio di Siena in tutte le sue sfaccettature organizzative e culturali. E se, in pratica, la colpa è da indirizzare sia verso le Tre Marie che di Poc, il direttore, c'è da chiedersi quali siano quelle di izyno che questa struttura nomina e sostiene. Quello che ha scritto la Civetta risponde alla domanda che ci abbiamo appena posti ed allora c'è da chiedersi seriamente perché izyno non si sia recato la sera del 1 luglio in Civetta per analizzare la situazione e per gettare quelle basi concrete che portano, tutti insieme, alla salvaguardia della Festa e proibendo, soprattutto, alle Tre Marie di recarsi autonomamente al Ceppo alla ricerca di chissà quale souvenir. L'ex Sindaco di Siena la visita alla Civetta l'avrebbe fatta, di questo ne siamo assolutamente certi; l'avrebbe fatta volente o nolente. Statene certi. Così, semplicemente. Sergio Profeti 4 luglio 2009 |