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Le Tre Marie al capolinea con la loro inqualificabile strafottenza

Spediscono sotto processo due persone, nonostante i livelli della sostanza trovata nelle analisi risulti abbondantemente al di sotto delle norme stabilite dal professor Soldani; usano comportamenti provocatori e strafottenti, con pipe e sigari in bocca; annusano e non visitano i cavalli in previsita; non sanno leggere gli esami radiografici; usano una strumentazione di misure che è di loro esclusiva proprietà; hanno il potere, concesso loro da izyno, di stravolgere tutte le regole equine del Palio; non conoscono i cavalli; non si preoccupano di seguirli durante la stagione; permettono a cavalli visibilmente infortunati di correre il Palio (e non ci riferiamo ad Iesael); seguono i trotterelli di Mociano imprimendo decisioni di rilievo decisionale nelle varie schede equine; si adeguano nel leggere le veline che Poc, il direttore, passa loro in occasione dei ritrovi in piscina assieme ad altri stipendiati esterni alla struttura amministrativa. Sono le ormai celebri Tre Marie. Accanto ai loro nomi va aggiunto quello del principino Giovagnoli che, in questi due anni di inserimento paliesco, ha creato più danni che benefici, annotando una serie di dati ininfluenti per il mondo paliesco e validi solo per le cosiddette ricerche scientifiche. Sono quattro personaggi che, non solo, non hanno capacità di conoscere ed individuare il cavallo da Palio, ma non hanno quelle necessarie competenze umane che li potrebbe, appunto, rendere umani. Le considerazioni tecniche che sprigionano, con arroganza inaudita e con inqualificabile strafottenza, li pongono in una situazione perdente in partenza e, poiché non hanno la minima conoscenza di cosa sia il Palio di Siena, si affidano, tra una nuotatina e l'altra nella piscina dell'Hotel, a Poc, il direttore, che il Palio lo ha conosciuto solo per fare carriera all'interno del Palazzo di tutti i Palazzi. Il quadro, desolante, che ne deriva porta alla conclusione di un sempre e più frequente sfascio della Festa. Uno sfascio completo dove i quattro individui, che avrebbero voluto cambiare i tempi equini del Palio, si dimostrano per quello che sono: incompetenti ed anche incapaci a svolgere questo ruolo. izyno, per nostra fortuna, è dell'avviso contrario; li nomina e noi ci gustiamo quotidianamente la sommossa silenziosa, e da lecca-lecca, della popolazione contradaiola. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

3 luglio 2009