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Il primo torneo del Fa.Ca.Co.: la formazione delle Contrade Il torneo a tre, che vedrà giovedì il suo inizio e conclusione, si conclude oggi con la presentazione della tattica che le dieci Contrade useranno. Alla vigilia dell'assegnazione dei cavalli vedremo un solo ed unico schieramento: tutti avanti per segnare e senza curarsi della sistemazione a centrocampo o in difesa. E' la tattica più ovvia dell'era quattrogio9nista che, ormai, ha invaso il modo di pensare e di agire di tutti noi. Tutti a vincere, tutti a spingere, tutti a girare in quei pezzetti di tufo rappresentati da S. Martino e dal Casato, dove le regole della fisica paliesca non permettono interpretazioni alla moda. Si deve vincere, solo questo conta. Se poi dietro alla vittoria maturano altre considerazioni non è importante; l'importante è l'obiettivo da raggiungere senza tentennamenti, e con la determinazione forzata ed incontrollata. Il Palio (di Siena) non è questo e non sono questi gli indirizzi che servono per tramandarlo al futuro. Il Palio di Siena non è girare in dieci a S. Martino e lanciarsi senza paura verso il Casato; il Palio non permette a tutti di vincere, oppure, seguendo una moda degli anni '70, di uscire a testa alta. E davanti a questi due pilastri dell'ottusa mentalità contradaiola si infrangono tante regole che sono proprie del Palio e di quei concetti che non si possono più assaporare con genuinità. Nessuno, comunque, che voglia fare per primo il passo indietro e rivalutare strategie e presenza sul Campo; il problema subentrerà allorché saremo costretti a fare il passo indietro. La grande elasticità che il Palio ha avuto con il trascorrere dei secoli, sta nell'essere riuscito ad incanalarsi da solo nei giusti binari, senza alcun intervento esterno che ne scandisse tempi e modalità d'uso. Se cambiano i modi di pensare, di agire e di comportamento non si deve mai dimenticare che l'unico fattore, che nel Palio (di Siena) non è mai cambiato, è il luogo dove viene steso il tufo: Piazza del Campo. Sempre uguale nei secoli, sempre la stessa. Conoscere la Piazza significa soprattutto conoscere il Palio; forzarne la configurazione è aprire sempre più la Festa allo sfascio. Non schieriamo le dieci Contrade tutte all'attacco verso S. Martino; non è questo il Palio di Siena. 26 giugno 2009 |