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Il primo torneo del Fa.Ca.Co.: la formazione dei fantini Questo splendido Palio di Provenzano, presentato sulla carta come uno dei più significativi del secolo, si presta ad una incredibile serie indefinita di interpretazioni e di letture. Tra le molteplici situazioni che si vanno a delineare possiamo anche individuare una serie di Torneo a tre squadre, ad eliminazione unica e diretta, nel senso che giocheranno, la sera del 2 luglio, tutte insieme e nell'unico tempo a disposizione. Tre squadre che sono composte dai Fantini, dai Cavalli e dalle Contrade; da qui il battesimo del primo torneo del Fa.Ca.Co.; tre squadre che hanno la possibilità di schierare altrettante formazioni che, seguendo lo schema calcistico, offre una varietà di indicazioni veramente considerevole. Oggi iniziamo a delineare la formazione dei fantini, che potrebbero schierare con un inedito 3-1-2-2-2, tre in difesa, uno davanti a questa, due dietro il centrocampo, due nel centrocampo avanzato e due punte. Stabilito lo schema vediamo chi andrà a ricoprire i ruoli chiave della formazione. In attacco, quindi, due punte e chi meglio del Ricceri (Chiocciola) e del Bartoletti (Onda) può garantire una penetrazione efficace dalla mossa a S. Martino? Capo in cassetta, stile anni '70, e via dritti a sfidare la fisica nell'affrontare un S. Martino senza la pur minima esitazione. E se fra i due attaccanti offensivi qualcuno mormora la fatidica frase "passa" ci sarà pure una ragione. Dietro i due attaccanti, ma sempre proiettati in versione offensiva, troviamo due pilastri che non possono assolutamente pensare di guardare se il proprio cavallo mentre morde il canape, facendo così contento, per le statistiche ed i rilievi, Giovagnoli. Si tratta dell'Atzeni (Oca) e del Fais (Lupa), pronti all'inserimento decisivo nel caso in cui il "passa" tra Ricceri e Bartoletti si concludesse in maniera abbastanza evidente vicino ai materassoni. Nelle retrovie, a debita distanza, troviamo i fratelli Zedde: lo Zeddino (Pantera) e lo Zeddone (Tartuca) in un ruolo di smistamento o, meglio, di sfondamento per far saltare di testa l'accorrente, ma piano piano, Capitanbruschelli (Istrice). Quest'ultimo, girando settimo, ma anche ottavo, potrebbe ritrovarsi addirittura primo alla Cappella. In difesa, rigida e perfetta, gli altri componenti la squadra: Pusceddu (Montone), Migheli (Drago) e De Mauro (Civetta). Sarà praticamente impossibile subire reti. E come si addice a tutte le squadre del football europeo la panchina deve essere abbastanza lunga; vi trovano posto, ma solo per il riscaldamento, i convalescenti Mari e Minisini, oltre alle forze fresche che possono subentrare in ogni momento e vale a dire Siri, Mulas, Mureddu e Caria. Come si conviene questa formazione ha un vero allenatore, diplomato. E chi se non Ritaanna? Designata dall'Uefa anche la struttura arbitrale. A dare il fischio di inizio c'è izyno, ormai prossimo al pensionamento. Bada-righe saranno Susanna Fratiglioni, sulla fascia destra e Poc, il direttore, su quella sinistra. Chi manca? Il quarto uomo? Ma c'è anche lui, nella figura di Fra Masymetto dalle Fornaci; poteva mancare? 24 giugno 2009 |