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Una vera e splendida vittoria Ieri mattina nelle aule del Tribunale di Siena è stata scritta un'altra importante pagina dorata dell'infinita storia del Palio. Nonostante il completo disinteresse di tutto l'ambiente contradaiolo e paliesco, Aurora Miscittelli è stata assolta dall'accusa di aver reso una falsa testimonianza all'allora PM Calabrese su una vicenda di controllo fiscale dove si trova coinvolto Capitanbruschelli. Miscittelli ha vinto, ha vinto il Palio di Siena, nonostante il completo disinteresse, ma ha vinto, e alla grande, il gruppo difensivo della Capitana della Torre, composto da Luigi Demossi e da Andrea Mori Pometti. Demossi è stato abile, non solo ad evitare un nuovo rinvio del procedimento che sembrava molto nell'aria, ma la sua abilità è stata nel presentare, e illustrare minuziosamente nei dettagli quella che tecnicamente viene definita come questione preliminare. La sua esposizione è stata talmente lineare che il risultato finale non poteva non essere raggiunto: assoluzione piena per la sua assistita, la Capitana della Torre Maria Aurora Misciattelli. Il processo è iniziato in ritardo rispetto alla tabellina di marcia; come Giudice, in sostituzione del titolare Pagliai, in maternità, c'era Angela Annese, ancora una volta pronta a dimostrare tutta la sua cultura nel ruolo che la impegna professionalmente, ec'era il PM Pennino. C'erano ben quattro testimoni che, al momento dell'inizio del procedimento, sono stati rinchiusi in uno stanziono, che non è quello di izyno, come prescrive la legge. Poi il via all'esposizione di Demossi. I fatti sono più o meno noti. Sentita, all'interno di un'indagine fiscale di Capitanbruschelli, nelle vesti di persona informata dei fatti, Aurora Misciattelli ha reso il 20 aprile 2007 una testimonianza al PM Calabrese nella quale indicava tramite un assegno il pagamento al fantino per la vittoria in Salicotto dell'agosto 2005. Le indagini portavano a stabilire che, invece dell'assegno, il pagamento era avvenuto attraverso un bonifico, da qui l'incriminazione, nella passata estate, per falsa testimonianza. A quei tempo esisteva la famosa Scatoletta Simmenthal, inventata dal celebre Di Tanno, con la quale l'intero mondo paliesco si esaltava. Demossi è stato abilissimo nel ricostruire, con una precisa documentazione, la successione dei fatti: la fattura di Capitanbruschelli, l'assegno a firma di Misciattelli, il bonifico di pagamento in una successione di tempi che ha reso trasparente il passaggio economico. Demossi ha saputo evidenziare come, con questa filiera di pagamenti, non sia mai esistitta da parte di Misciattelli la volontà di contribuire all'evasione fiscale nei pagamenti a Capitanbruschelli, ma il capolavoro, assolutamente tecnico, si è visto allorché l'avvocato è riuscito chiaramente a dimostrare e far recipere al Giudice Annese che Aurora Misciattelli era stata chiamata dal PM Formisano come peersona informata sui fatti, senza un legale che l'assistesse e che la legge vieta che, in quella veste, si possano usare le dichiarazioni stessi per aprire un procedimento penale. Insomma, nel rendere sponsatneamenete le dichiarazioni, Misciattelli non poteva essere accusata proprio attraverso le sue parole perché non aveva l'assistenza di un legale e perché non era un testimone ma, appunto, persona informata sui fatti. La tesi di Demossi è stata accolta in pieno dal Giudice Annese in quella parte in cui, come lo stesso Giudice ha affermato: «Appare evidente, sulla base del ruolo assunto da Misciattelli, che la stessa non poteva essere sentita come un testimone, non potendo rivestire la qualità di indagato per il reato collegato in materia fiscale. Tale potenziale qualifica fa ricomprendere quindi la Misciattelli nel novero dei soggetti di cui al comma 2 dell'art. 384 c.p.p. e fin dall'inizio non avrebbe assunto la qualifica di testimone». Da qui l'assoluzione della Capitana della Torre e gli applausi scroscianti, seppur virtuali. Ma questa assoluzione assume un'altra chiave di letture che viene tratta in altra parte. Adesso coccoliamoci quest'ennesima vittoria del mondo paliesco nelle aule del Tribunale di Siena, anche se non è interessato a nessuno, ma proprio a nessuno. Sergio Profeti 18 giugno 2009 |