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L'emozione di rileggere l'illuminante pensiero del mago-maghetto

Finalmente la prossima settimana, se non addirittura al termine di questa, potremo rileggere le interviste che il celebre mago-maghetto, quel Colonnello dell'esercito italiano che, con il passare degli anni, è diventato il principale pericolo della Festa e che sarà levato dai coglioni. La trepidazioni di leggere le sue illuminanti direttive equine sono talmente grande che rischiamo di andare in fibrillazione. Finalmente, visto che per anni nessuno l'ha compreso, riusciremo a capire cosa intende per "serio impegno"? Le considerazioni legate a questa ennesima regoletta, inventata e devastante per l'ambiente equino, si configura come un vero e proprio input dell'assoluta incompetenza della struttura veterinaria, tranquillamente nominata da izyno. Con il "serio impegno" le valutazioni soggettive di questi veterinari, incompetenti nel giudicare se un cavallo sia adatto a correre il Palio (di Siena), tengono solo in considerazione le pressioni dei lecca-lecca cavallai, anche perché la valutazione che viene effettuata si contrappone alla mcanza di una visione globale della Piazza. Rintanati come sono davanti all'ingresso comunale, opposto all'Entrone, il mago-maghetto, con la truppa dei suoi fedeli e obbedienti veterinari, si trova in una situazione logistica impossibile per fornire una seria valutazione sull'ingresso a S. Martino, per cui ogni sua decisione è frutto solo di un accomodamento a tavolino nel quale il ruolo principale lo svolge Poc, il direttore. E mentre si attende di leggere l'interessante pensiero del mago-maghetto c'è da rivolgergli una preghiera di illuminazione cultural-equina. Ma senza il mago-maghetto che Palio sarebbe?

17 giugno 2009