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Capitanbruschelli è riuscito ad emarginare l'Atzeni Spostamento dello Zeddone nella Tartuca e conseguente inserimento dell'Atzeni nell'Oca; semba essere questa l'ultima manovra, concreta e non a tavolino, che porta la firma di Capitanbruschelli, il quale, nonostante non vinca più il Palio di Siena, riesce a condizionare fortemente quel gruppo di Contrade che ne subiscono personalità e "fascino paliesco". La dimora fissa prescelta per l'Atzeni, comunque, ha più il sapore di una rivalsa personale che altro. Capitanbruschelli, infatti, vuole evitare che il fantino sardo-tedesco possa innalzarsi al ruolo di "primo livello" non tanto con un'eventuale vittoria in Piazza, quanto, piuttosto, per quella serie innumerevole che il fantino possiede nella scelta finale del cavallo. Una questione tecnica che Capitanbruschelli non può assolutamente tollerare. Ecco, di conseguenza, che l'Atzeni viene proiettato in Fontebranda per occupare un posto, in modo ininfluente. L'Oca, infatti, non è credibile per la vittoria finale; certo può vincere, anche perché con l'Atzeni si presenta con un'accoppiata di tutto rispetto, ma è decisamente fuori dai giochi del 29 giugno, e questo Capitanbruschelli lo sa molto bene. L'abbinamento Oca-Atzeni toglie, di fatto, entrambi dalle strategie che Capitanbruschelli andrà a disegnare a favore dello Zeddino. Quest'ultima manovra è destinata a favorire i due principali tesoretti di Piazza (Civetta e Montone) e dimostra l'assenza delle strategie del Nicchio in questa, e nelle future, fasi. Interesse del Nicchio, al contrario di quelli di Capitanbruschelli, sarebbe stato quello di mettere l'Atzeni in un cavallo vincente, Oca compresa, ma il 29 giugno. Evidentemente non è così; Atzeni nell'Oca è, con largo anticipo, emarginato; certo può anche vincere, ma non è certamente un pericolo per le strategie di Capitanbruschelli. 17 giugno 2009 |