|
SUNTO Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità - contatti
|
|
|
Un Palio dove non c'è solo l'asse Montone-Nicchio Quella passata sembra essere stata una settimana ininfluente nelle strategie paliesche, anche se nessuno è rifinito al mare. La mancanza di notizie e di innesti palieschi propende per questa visione, ma è proprio la mancanza assoluta di qualche manovra, a parte quelle di Capitanbruschelli che assomigliano sempre più alla visione dell'ultima spiaggia, ad indicare una certezza, ormai consolidata e che ci accompagnerà per queste due settimane: Atzeni e Zeddino attendono il 29 giugno. La non chiusura dei due fantini, o, se si vuole, la non apertura degli stessi, in un ventagliato programma di presenze equine come quello che si prospetta, porta dritto alla conclusione che gli stessi restano, più che mai, ancorati al volere di Capitanbruschelli. E se mentre l'atteggiamento dello Zeddino appare in sintonia con le necessità ed i legami familiari, quello dell'Atzeni continua a sorprendere. Tra i due, infatti, è proprio l'Atzeni che può contare su un panorama di scelta ben più superiore a quello dello Zeddino, ma l'esperienza insegna che, quando si ha un ventaglio abbondante di scelte, si finisce quasi sempre per ... accontentarsi dell'ultima a disposizione. E Capitanbruschelli vuole proprio questo: evitare che l'Atzeni possa scegliere, costringendolo a ridurre le pretese di vittoria. Non si scopre nulla, nelle strategie dei fantini sotto il tufo; certo è che l'Atzeni, se vorrà spiccare il volo, dovrà per forza svincolarsi dalla pressione psicologica che Capitanbruschelli riesce ancora a far emergere. Inconsapevolmente, sia l'Atzeni che lo Zeddino stanno dando una mano a Capitanbruschelli per poter montare il Palio di luglio, visto che quest'ultimo si ritrova, per la presenza del Montone sul tufo, a dover effettuare conti ed incastri a cui non era più abituato da almeno un decennio. Infatti, la coppia del futuro imminente, Atzeni-Zeddino, continua in questo periodo nel quotidiano rendiconto con Vagliano; saranno loro, attraverso le buchette seminate da Capitanbruschelli, a mettere a cavallo il fantino del Nicchio. Ma, fra il Nicchio e Capitanbruschelli, chi è che fa il Palio? Gli interessi dei due poli sono diametralmente opposti. Che vinca il Montone a Capitanbruschelli non intersa proprio nulla, in considerazione dell'adorabile fetta che può ricevere specialmente se si troverà di rincorsa (sempre ammesso che corra); interessa, al contrario, e molto, al Nicchio. Ecco, di conseguenza, che gli interessi si vanno a controbilanciare in modo negativo, con un netto vantaggio a favore del fantino, visto che a cavallo ci monta lui e non la Contrada. Appare pressoché impossibile che, sulla carta, sia il Nicchio a dettare le regole a Capitanbruschelli. Mettiamo che lo scombussolamento dei cavalli porti i primi due in altrettante stalle: Montone e Lupa. A prescindere dalle considerazioni di Vallerozzi, è intuibile che, una Contrada che gestisce un fantino vittorioso e con l'avversaria vincente, spinga per creare una valida e credibile alternativa. Ma Capitanbruschelli nella Lupa non può assolutamente correre e, di conseguenza, ecco spiegato il motivo per cui tra Nicchio e Capitanbruschelli le strategie paliesche le detta proprio il fantino. Certo, occorrerà studiare, tra Corbelli e Capitanbruschelli, i meccanismi migliori per uscirne entrambi a pieni voti specialmente in considerazione del fatto che il 5 luglio potrebbe uscire anche il Nicchio. Ma se Capitanbruschelli, su questa eventualità, ha già dato mandato per la preparazione delle valigie per il tragitto Via del Comune-Via dei Pispini, non si può pensare, a due settimane dalla tratta, di buttare via un considerevole patrimonio di petti di pollo e di tortellini congelati. La sensazione è che tra Corbelli e Capitanbruschelli sia il primo a doversi adeguare; far arrabbiare il fantino potrebbe anche significare assistere al semaforo verde per spedire lo Zeddino nel Montone. Un punto di incontro delle strategie tra i due, comunque, riguarda la destinazione del Bartoletti e l'intera operazione potrebbe portare, alla vigilia, il Montone senza monta. Bartoletti in cassaforte? E da mesi e mesi che rimbomba la destinazione finale del Bartioletti: Onda. Segno che su questa strada si è da tempo incamminato anche Capitan Fumi, al centro dell'accordo invernale che ha portato Capitanbruschelli nel Nicchio. Ma, dopo le prime settimane, euforiche, Capitan Fumi ha iniziato a pensare che nella Civetta poteva approdare anche l'Atzeni, o lo Zeddino, segni riconducibili a Vagliano, per cui l'operazione anti-Montone non avrebbe dato i frutti programmati in pieno inverno. E' vero che il 31 maggio doveva sempre arrivare nel calendario, ma è altrettanto vero che Bartoletti, che molti vogliono vicinissimo al Nicchio, non poteva che costituire una monta fissa, l'Onda appunto. Adesso che il 31 maggio è passato, la situazione si è andata ancor più complicando, specialmente in considerazione della presenza del Montone. E se Civetta e Montone si ritrovassero con due primi cavalli, come fa il Nicchio a non potenziare il Castellare? Domane e quesiti abbastanza semplici, se non puerili. Ed ecco, quindi, che Bartoletti potrebbe finire in cassaforte, sigillato da Capitan Fumi. Sigilli che possono venire tolti una volta che Capitanbruschelli avrà trovato la sua dimora. Gioco banale, quello dei sigilli, ma Capitan Fumi deve fare attenzione perché a forza di sigilli c'è anche il rischio che Onda, ed anche il Montone e il Drago, si dirigano verso altri sentieri, non potendo aspettare oltre il lecito. Poi, quando le porte sono chiuse, è inutile scardinare in gran fretta i sigilli. Le casseforti non hanno più garanzie di affidabilità, specialmente se poi il Bartoletti dovesse essere rapito prima ancora di finire in cassaforte. Il Montone senza monta? Se il Nicchio sta lavorando in questo senso, ma deve concedere molto in fatto di rapporto umani e sentimentali (Atzeni), che di equilibrio economico (Zeddino), Capitanbruschelli, nella consapevolezza di una stagione economica in tono minore, non appare intenzionato a seguirne le indicazioni. Certo non eserciterà alcuna pressione per far trovare la monta al Montone, ma, una volta tra i canapi, l'occhio di riguardo nei confronti del giubbetto di Capitan Morandi ci sarà, non però nelle aspettative di Via dei Pispini. Certo adesso bisogna anche saper capire cosa si intenda il "senza monta", visto che il regolamento vieta la presenza tra i canapi del solo cavallo. Morandi è uno che è abituato a navigare tra le difficoltà paliesche, ma pensare oggi di riproporre la filosofia dell'agosto 1990 è impresa fuori dai tempi e dalla logicità. Morandi ha abituato ad interpretazioni logiche di fondamento, anche se, per il momento, è senza monta. Il debutto di Mulas? Forse più del Montone, Capitanbruschelli mugugna a denti stretti sulla possibilità che Silvano Mulas possa debuttare in Piazza senza il suo formale permesso. Come si può leggere in altra parte, l'argomento è una vera e propria chiave di lettura; come di chiave di lettura si deve parlare della Pantera, unica Contrada che può tranquillamente gestire, e giostrare, gli eventi palieschi di questo Provenzano. C'è da chiedersi cosa possa spingere Capitan Giannini ad aprire Stalloreggi a fantini come Capitanbruschelli, o come Mureddu, andandosi a complicare una presenza paliesca tra le tranquille della storia di questo secolo. La stessa tranquillità, al contrario, non si riscontra nelle scelte che deve effettuare la Tartuca, sia in considerazione che sull'altra sponda c'è un Ricceri rinato ed in grande determinazione per sfatare la leggenda che vuole veder perdere a Provenzano chi abbia vinto a Fucecchio. Certo è che, per Capitan Sportelli, il debutto non poteva aprirsi in modo peggiore, con un Montone che fa pensare e gli occhi devono essere rivolti alla Chiocciola, che, assieme alla Lupa, è impegnata nel fai da te. Tutto da guadagnare, infatti, per Ricceri e Fais, isolati è vero tra i canapi, ma consapevoli dell'occasione che può essersi presentata nell'assegnazione dei cavalli. Il problema, comunque, riguarda come i due fantini sapranno leggere la situazione del 2 luglio, ma soprattutto anche quale sarà il modo di analisi nella scelta delle due avversarie. Capitanbruschelli, in una delle due rivali, sarebbe una garanzia. Sì, veramente un bellissimo Palio, come da anni non si vedeva. L'inizio della fine del dominio di Capitanbruschelli? Il Movimento Anti Vagliano esulta almeno in queste fasi della vigilia. Sergio Profeti 15 giugno 2009 |