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La libertà per cancellare la libertà Situazione di stallo, per il "nostro" 29 giugno quando è in programma la seconda, delle tre puntate, della nostra vicenda processuale con izyno. In stallo e proprio davanti al bivio che, paradossalmente, contiene la stessa indicazione: a destra si va per la libertà, a sinistra si va per la libertà. Non esiste la terza via; un po' come lo stemma della città: o si è neri, o si è bianchi; il grigio, colore dei lecca-lecca, è presente con ampie percentuali nelle due tonalità di colore. Il bivio, dunque, in attesa che certe valutazioni tecniche possano trovare, tra una manciatina di giorni, uno sfogo. Allora, davanti al bivio, quale indirizzo prendiamo, nel nome della libertà? In qualunque direzione decideremo autonomamente di indirizzarci, perderemo certe sfaccettature del concetto puro di libertà, anche se sappiamo che non potremo mai appellarci ai rimorsi. A parte, comunque, della scelta che verrà effettuata, c'è da sottolineare che certi nostri rapporti interpersonali, ormai perfettamente recuperati dagli altri con estrema classe e correttezza, ci hanno obbligato a rivedere completamente il piano della nostra difesa, facendo mugolare la professionalità del nostro avvocato difensore. E' una scelta che, proprio in relazione al rapporto tra le parti in gioco, non ci permette più di indirizzarci verso un coinvolgimento diretto di terze persone, anche se, e soprattutto, a nostro scapito. Non possiamo tenere i piedi su una ventina di staffe; possiamo però, e questo è vero, riposizionare i nostri limiti di azione e di operatività. Così, semplicemente. Sergio Profeti 15 giugno 2009 |