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Ormai necessarie le modifiche all'articolo 43

Il comma due dell'articolo 43 era nato alla fine degli anni '50 per un preciso scopo, dovuto ad esigenze particolari dei cavallai. La categoria a quei tempi, e contrariamente alla fase dei lecca-lecca attuali, riusciva ad offrire indicazioni precise sull'organizzazione paliesca; basta ricordare, tanto per citare un episodio, che la registrazione dei tempi per batterie, prove e Palio è stata un'idea di Ettore Fontani, profondissimo conoscitore delle "cose di Palio". In quegli anni ci si trovava in difficoltà per la monta delle batterie della tratta e fu così deciso che, per ovviare a questa lacuna, i fantini che avevano corso il Palio precedente si trovavano obbligati a restare a disposizione dell'amministrazione comunale, appunto per montare alla batteria. Negli anni questa necessità si è andata ad affievolire e le statistiche, sull'ultimo fantino obbligato a correre una batteria, ci riportano al settembre 1980 con Silvaninocaro su Zinghera (NdR: notizia che ci è stata fornita da Poc, il direttore). Oggi le esigenze di fine anni '50 sono notevolmente modificate e, praticamente, il sorteggio per correre in una batteria della tratta non avviene più. Accanto a questa problematica, ne sorge un'altra. Con il tempo i meccanismi organizzativi si sono andati sempre più complicando, rispetto agli anni '50. I cavalli devono presentarsi con il certificato Coggins; i fantini, invece, per problemi assicurativi, con il certificato di sana e robusta integrità fisica che permette loro la pratica sportiva. Andare a cavallo, in Piazza del Campo, è considerata un'attività sportiva anche se, su questa "definizione" potrebbero sorgere anche valutazioni completamente opposte. Per il momento, comunque, il dato certo è che i fantini che hanno corso l'ultimo Palio devono mettersi a disposizione del Comune per la tratta e, nel caso in cui non lo facciano, vengono automaticamente squalificati. In più devono essere in possesso di idonea certificazione medica rilasciata, a norma di legge, da un medico sportivo. Il comma va abolito. Si è venuta, infatti, a creare una situazione che non è controllabile da parte dell'amministrazione comunale. Da un lato non ha gli strumenti da mettere in gioco per contestare l'attestazione di un professionista; dall'altro dovrebbe dotarsi di un laboratorio medico dal quale far visitare i dieci fantini a disposizione. Evidente che si tratta di una cifra organizzativa  che non merita. Molto semplice, al contrario, la modifica regolamentare, con l'abolizione della norma, in considerazione del fatto che i tempi attuali sono praticamente diversi e opposti a quelli degli anni '50. Ma per modificare il Regolamento bisognerà attendere la cancellazione dell'attuale struttura amministrativa, in considerazione del fatto che la gestione di izyno, in materia paliesca e regolamentare, non ha alcun tipo di competenza e capacità organizzativa.

8 giugno 2009